Ennesima fumata nera sulle stabilizzazioni dei precari ad Anpal Servizi

Vaghe promesse di assunzioni nel triennio ma nessuna risposta su piano industriale e lavoratori in scadenza. Continua la mobilitazione di tutti i sindacati

Sono andate presto deluse le speranze delle RSA di Anpal Servizi convocate ieri al Ministero del Lavoro per discutere sulle stabilizzazioni dei lavoratori in scadenza di contratto. Alla presenza del sottosegretario al Lavoro Cominardi e dello staff del ministro Di Maio, i rappresentanti dell’azienda hanno annunciato un piano triennale di assunzioni di 400 lavoratori, ma senza condividere con le organizzazioni sindacali né il piano di riorganizzazione, approvato in Cda in mattinata, né tantomeno il piano industriale che – sempre secondo l’azienda – sarà operativo dopo la stipula delle convenzioni con tutte le Regioni e previo parere favorevole della Funzione Pubblica.

Tempi previsti? È stata indicata la data del 15 luglio, ma davvero si fa fatica ad immaginare che in un mese tutte le Regioni sottoscrivano una bozza redatta unilateralmente dall’azienda che ripropone il modello di navigator già rigettato più volte dalle stesse Regioni. Va ricordato che attualmente i compiti del navigator sono già stati definiti da un piano approvato in Conferenza Stato-Regioni e sono esclusivamente di assistenza tecnica ai centri per l’impiego.

Il governo tenta di far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta, tentando di scaricare sulle Regioni la responsabilità di ritardi e probabili malfunzionamenti della misura. Le richieste dei sindacati di poter condurre un negoziato serio sulla base di documenti programmatici e strategici continuano a cadere nel vuoto. È disarmante constatare la mancanza di rispetto delle più elementari norme di razionalità economica e di correttezza nelle relazioni industriali.

Già venti colleghi il cui contratto a tempo determinato è scaduto sono andati a casa negli ultimi mesi, perché l’azienda disattende un accordo siglato nel 2017 che delineava un piano di stabilizzazione. Altri 5 scadranno a giugno. Sono 654 i lavoratori che rischiano nei prossimi mesi di perdere il lavoro. E il governo, che con il decreto dignità ha reso impossibile il reiterarsi delle proroghe dei contratti a tempo determinato, non si preoccupa di dare risposte e indicare soluzioni. Nel frattempo però –paradossalmente -, in attesa della selezione dei 3000 navigator, è il personale oggi in azienda, compreso quello a termine, che sta garantendo l’avvio sui singoli territori delle azioni previste dal “Reddito di Cittadinanza”.

Di fronte a questa emorragia, tutti i sindacati continueranno la mobilitazione, chiedendo un piano concreto di stabilizzazione per tutti i dipendenti a tempo determinato e i collaboratori nell’ambito di un confronto serio nel merito di tutti i problemi aperti: dalla definizione della mission al piano industriale, dalle incognite sulla programmazione comunitaria 2021-2027 al rinnovo del contratto collettivo, fermo da dieci anni.