Anpal Servizi: i sindacati chiedono un nuovo incontro al ministro Di Maio

COMUNICATO STAMPA

Non c’è traccia dell’emendamento al decreto crescita sulla stabilizzazione dei precari, promesso dal sottosegretario Cominardi nell’ultimo tavolo al MISE

La vertenza sulla stabilizzazione dei precari di Anpal Servizi non fa passi avanti e i sindacati chiedono al ministro Di Maio, attraverso l’ennesima lettera inviata, il rispetto degli impegni presi al tavolo del 12 giugno. In quella sede il sottosegretario Cominardi aveva preannunciato la presentazione di un emendamento al decreto crescita, che avrebbe finanziato l’avvio di un piano di stabilizzazioni del personale precario di Anpal Servizi. Sono già stati presentati e approvati dalla Commissione Bilancio e Finanze della Camera diversi emendamenti e il decreto è pronto a fare il suo ingresso in Aula, per essere licenziato in via definitiva e, con il voto di fiducia, approdare al Senato. Quello su Anpal Servizi però non c’è, né è stato presentato il piano industriale, e non è stata firmata neanche una delle convenzioni tra azienda e Regioni per definire il ruolo dei navigator. Queste erano le condizioni sine qua non poste dall’azienda per l’avvio delle 400 assunzioni annunciate.

Il tempo stringe, ad altri lavoratori scadrà il contratto a giugno, ma questo non sembra turbare il ministro Di Maio, che non ha mai ritenuto di incontrare i sindacati per discutere di questi problemi.

C’è poi la questione del concorso “a evidenza pubblica” che – secondo quanto dichiarato dall’azienda nell’incontro del 12 giugno – si svolgerà entro il 2019 e poi negli anni a seguire. I sindacati fanno notare che Anpal Servizi è un ente di diritto privato, una società partecipata da Anpal e perciò soggetta alla Legge Madia, che definisce anche le regole di reclutamento del personale di questo tipo di società.

Anche questo aspetto meriterebbe di essere oggetto di un confronto serio tra governo, azienda e sindacati (che infatti hanno chiesto una discussione specifica alla presenza dei funzionari che hanno redatto il parere alla base della scelta governativa di prevedere il concorso), ma il governo continua ad essere inerte e a ostentare indifferenza per la sorte dei venti lavoratori a cui è scaduto il contratto in questi mesi e per quella dei 654 lavoratori precari. Questo atteggiamento non può che alimentare la conflittualità: la mobilitazione continuerà fino a quando il governo non si assumerà la responsabilità di rispondere ai lavoratori in scadenza e a rispettare i pochi e vaghi impegni presi.

Esasperate dall’immobilismo e dall’indifferenza di un’azienda sorda a tutti gli appelli dei sindacati, le Rsa hanno inviato una richiesta al presidente di Anpal Servizi, dandogli otto giorni di tempo per definire una road map di incontri per riavviare i negoziati su contratto (la parte normativa è ferma da 10 anni), piano di sviluppo, piano formativo e tutte le questioni sospese da troppo tempo. Di fatto una messa in mora dell’azienda, che ha convocato i sindacati per venerdì 28 giugno, senza però aver indicato né un ordine del giorno, né la calendarizzazione degli incontri tematici.

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