Lecce, Miggiano: i 180 lavoratori di Fruendo vanno subito reintegrati in Mps

“I lavoratori di Fruendo vanno subito reintegrati”. A pochi giorni dalle dimissioni del capo dell’ufficio Personale di Mps, Ilaria Dalla Riva, il segretario generale della Fisac Cgil Lecce, Maurizio Miggiano, torna a chiedere il rientro in Monte dei Paschi di Siena dei 180 lavoratori salentini coinvolti nella grande operazione di esternalizzazione. Dalla Riva si è di­ messa la scorsa setti­mana; al suo posto ar­riva Roberto Coita.

Per i lavoratori di Fruendo si apre uno spiraglio: con l’uscita dell’ex dirigente, secondo il loro punto di vista esce di scena l’ultimo anello della catena di comando che rese possibile la procedura di esternalizzazione verso Fruendo nel 2014, insieme con Alessandro Profumo (all’epoca presidente di Mps) e Fabrizio Viola (ex amministratore delegato).

«Dal punto di vista amministrativo e giuslavoristico quella operazione è stata un disastro che rischia a breve di avere un peso economico notevole per le casse dell’istituto bancario senese», dice Miggiano. «In Italia i Tribunali  e le Corti d’Appello hanno sonoramente bocciato l’esternalizzazione,   ordinando  la  reintegrazione  dei  lavoratori.  Ora  che  dei responsabili di quella scelta non c’è più nessuno, va trovata la soluzione. E la soluzio­ne, sentenze alla mano, è solo una: il rientro in azienda dei lavoratori all’epoca frettolosa­ mente affittati a Fruen­do».

Secondo Miggiano Mps dovrebbe fare più presto possibile per non dissipare risorse economiche: «Siamo in attesa di cono­scere il risultato della semestrale», dice.

«Nell’attuale  congiuntura  economica, una banca ormai di proprietà statale non può concedersi il lusso di tergiversare, accollandosi ancora spese legali e ac­cantonando fondi necessari a rispondere alla raffica di decreti ingiuntivi in arrivo di lavoratori». 

Numerosi tribunali hanno già dato ragione ai lavoratori: Siena, Roma, Firenze, Padova, Mantova e anche Lecce. «Dovrebbe bastare solo questo a richiamare a responsabilità un’azienda con presenza maggioritaria dello Stato nel capitale. 

Ora i costi di quelle ester­nalizzazioni e anche del mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale ricadranno su lavoratori e collettività. Per queste ragioni siamo d’accordo con le segreterie di coordinamento di Fisac, Uilca e Unisin di Fruendo, che hanno stigmatizzato le responsabilità del grup­po dirigente Mps del 2014. 

Ci auguriamo che il nuovo Cda ed il nuovo responsabile del Personale sappiano porre rimedio alla situazione che si è venuta a creare: a partire dalla applicazione delle sentenze della magistratura e dall’immediato reintegro dei lavoratori in Mps».