Camigliatello: le banche abbandonano il territorio


Abbiamo appreso, con grande stupore, che a breve a Camigliatello Silano chiuderà l’ultimo sportello bancario di quel territorio.

Prendiamo atto con rammarico del fatto che nel territorio cosentino continua il processo di “desertificazione bancaria” messo in atto dalle aziende creditizie che, nell’ ottica ormai prevalente del taglio dei costi, procede alla chiusura delle filiali più piccole che vengono accorpate a quelle di città. E ciò senza pensare minimamente non solo ai disservizi che si creano agli utenti, ma anche ai risvolti in termini occupazionali per gli operatori del settore e per le loro famiglie.

Per quanto riguarda il territorio silano, in particolare, aveva iniziato qualche anno fa la Carime – oggi UBI – che aveva chiuso le serrande prima nella stessa Camigliatello e successivamente a Spezzano Sila, nonostante curasse il servizio di tesoreria comunale. Di questi giorni, invece, l’annuncio del Monte dei Paschi di Siena che, a seguito dell’ennesimo piano di riorganizzazione, ha deciso di chiudere anche l’ultimo sportello rimasto a presidio di quel territorio.

In una Regione dove il costo del danaro è più alto rispetto al resto del Paese, chiudere le filiali significa non solo creare disservizi, ma soprattutto significa dare meno sostegno alle famiglie ed alle imprese per quanto riguarda l’erogazione del credito e, di conseguenza, minor sostegno all’economia produttiva.

Camigliatello, inoltre, è al centro di una vastissima area montana a forte vocazione agricola, connotata da una buon interesse al risparmio e caratterizzata da indici di insolvenza migliori rispetto al resto del territorio calabrese.

Trattandosi, peraltro, di una delle località turistiche più conosciute del Mezzogiorno – da decenni meta importante del turismo estivo ed invernale con sue le piste da sci, che ormai sono un punto riferimento per gli appassionati del settore – è facile capire quali riflessi negativi si avrebbero anche in termini di immagine. Basti pensare al turista che, arrivando da fuori regione e richiedendo dove si trova la sportello bancario più vicino, se dovesse chiudere anche MPS, si sentirebbe rispondere che si trova ad oltre 40 km di distanza!!!

La FISAC e la CGIL di Cosenza chiedono, pertanto, ai vertici del Monte dei Paschi di Siena di ripensare il piano di chiusura, ed al tempo stesso invitano le Istituzioni locali – Regione, Provincia e soprattutto i Sindaci dei Comuni del comprensorio – perché intervengano a difesa dell’economia del territorio, dei cittadini utenti e delle lavoratrici e dei lavoratori.

il Segretario Generale
Fisac-Cgil Cosenza
Dario De Santis
il Segretario Generale
CGIL
Umberto Calabrone

 

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