Unicredit Services: vale sempre tutto?

1 - Fabi 2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

VALE SEMPRE TUTTO?

Si è svolto il giorno 5 luglio 2019 l’incontro annuale previsto dall’art. 12 del vigente CCNL.

Erano presenti, oltre alle OOSS di coordinamento di Unicredit Services, il nuovo Direttore Generale Rubaga, il responsabile HR della COO Area Carletta, ilnuovocapo del personale Rebughini e i referenti di relazioni sindacali Lops e Banfi.

La nostra prima richiesta ha riguardato il futuro strategico e le prospettive della nostra azienda in considerazione degli eventi di prossima realizzazione:

– il conferimento delle “Operations”e “Real Estate e Logistics”a Unicredit spa
– un’ennesimae profonda riorganizzazione riguardante la parte IT, con relativo balletto dei manager,ormai tutti posizionati nella Holding
– l’incombente nuovo piano industriale di Gruppo, sul quale cominciano a circolare diverse voci riguardanti possibili nuove cessioni di attività inerenti il mondo delle applicazioni.

Non sono i cambiamenti a preoccupare le lavoratrici/tori che ne hanno affrontati numerosi, ma il loro governo che ha determinato elementi di forte criticità in termini di carichi/ritmi di lavoro, orari fuori controllo, perdita di competenze e professionalità, marginalizzazione dei poli, aumento delle consulenze e disfunzioni operative.

Per quanto riguarda il futuro strategico, pur sapendo che il nuovo piano industriale è in via di definizione e coperto dal massimo riserbo, abbiamo avuto la sensazione che l’azienda stia “navigando a vista”, orientando le vele solamente in base a quanto avviene all’esterno, nel panorama finanziario.

Ciò rende ancora più preoccupante l’isolamento della componente informatica, mentre, nell’era della digitalizzazione, rappresenta di fatto il nuovo “core business”. Il D.G. Ha dichiarato: ”l’IT è fondamentale per la banca, ed in futuro lo sarà sempre di più, e deve essere controllato dall’interno, ma se ci fossero opportunità interessanti, l’azienda le valuterà…”

L’azienda ha affermato cheil rapporto con VTS continua ad essere strategico e che intendono trarre da questa partnership il massimo vantaggio.

La cessione di Operations e Real Estate e Logistics svuota Unicredit Services di attività, competenze e professionalità e rende lo slogan “one bank, one Unicredit”, non valido per la parte IT che rimane isolata rispetto al resto della Banca; speriamo che questo rientro non nasconda progetti di esternalizzazioni sia in Unicredit Services, sia in Unicredit spa.

E’ chiara e risaputa la nostra assoluta contrarietà ad operazioni di esternalizzazione/delocalizzazione alle quali ci opporremo con determinazione.

L’evidente necessità di porre rimedio alle pesanti criticità generate del precedente modello organizzativo e della sua gestione, testimoniano l’inadeguatezza delle scelte manageriali operate che dovevano gestire il processo di digitalizzazione del Gruppo, ma che si sono rivelate non sufficienti a gestire una complessità, probabilmente sottovalutata, le cui responsabilità sono, non solo di Unicredit Services, ma anche e soprattutto, del management del Gruppo e della Banca.

Abbiamo, per la nuova riorganizzazione, attivato la procedura prevista dall’art. 17 del CCNL per conoscere e approfondire il nuovo modello organizzativo e le relative ricadute sulle lavoratrici/tori.

Abbiamo anche richiesto i dati relativi al 2018 dei bonus, della formazione, del telelavoro e del lavoro agile che non ci sono stati forniti, mentre appalti, straordinari e mappatura della reperibilità, rimangono ancora questioni in sospeso a distanza di quasi due anni.

Ribadiamo, inoltre, a chiunque stia lavorando al nuovo piano industriale, che le lavoratrici/tori di Unicredit Services hanno già sopportato un grosso sacrificio per il rilancio dell’azienda e del Gruppo ed è giunto il momento di riconoscere e valorizzare il patrimonio di professionalità presenti attraverso la definizione CONTRATTUALE di percorsi professionali.

Abbiamo, infine, dichiarato che i valori di “Etica e Rispetto” si declinano a partire dal lavoro e che per noi non è accettabile che sulle attività di Unicredit lavorino giovani in sub appalto con contratti a chiamata superprecari e contemporaneamente si dichiarano esuberi, né tantomeno che vi siano lavoratrici/tori licenziati come avvenuto per addette/i addetti alle pulizie o alle mense. Per questo abbiamo reiterato la nostra richiesta, ossia che Unicredit Services, quale società del gruppo che stipula i contratti di appalto, che si doti di un codice etico per tutela del lavoro in appalto.

Le Segreterie di Coordinamento di Unicredit Services
FABI – FIBA/CISL – FISAC/CGIL – UILCA/UIL – UNISIN