Ubis: riorganizziamoci

Lo scorso 7 Marzo si è svolto il primo incontro in cui è stata presentata la riorganizzazione, per tutto il perimetro internazionale, della Service Line ICT nell’ambito del confronto con le OOSS ai sensi dell’ex Articolo 17 del vigente CCNL. Gran parte della discussione è stata dedicata a una relazione nella quale. Massimo Messina, responsabile della nuova Service Line, ha spiegato le ragioni che hanno generato l’ennesima nuova struttura.

I razionali della scelta di unificare le due SL s’innescano in un percorso più ampio di riorganizzazione, tenendo conto dell’evoluzione corrente dell’informatica il fulcro di quest’operazione è di integrare tra loro, sotto un’unica responsabilità, la struttura dell’area IT e quella applicativa degli EVOLUTION PARTNER.

Abbiamo replicato alla delegazione aziendale che questa scelta è in discontinuità rispetto alle precedenti che, al contrario, hanno portato lo sviluppo applicativo all’interno delle Business Lines sia per quanto riguarda la manutenzione software che per lo sviluppo di nuove funzionalità.

Non basta dichiarare che la negativa congiuntura economica e la situazione del Gruppo, impongono la ricerca dell’efficienza (ancora !) e la capacità di competere sul mercato, con la necessaria adattabilità rispetto alla situazione. Da parte nostra il contesto appare ben chiaro. Se l’azienda avesse messo in campo le indicazioni che queste OO.SS. hanno prospettato in più occasioni, sia per la riduzione delle consulenze, sia per pianificare una seria formazione tesa alla riconversione delle competenze dei colleghi, non saremmo nelle attuali condizioni.

La relazione è stata accademica, sicuramente interessante, ma poco produttiva dal punto di vista sindacale, le teorie enunciate che riguardano in generale il mondo informatico sappiamo che si trasformano rapidamente in scelte che i lavoratori e le lavoratrici subiscono.

L’Azienda ha dichiarato che la riorganizzazione non prevede la riduzione di addetti e responsabili.

Il tempo delle teorie è definitivamente finito e le azioni di UBIS sono sempre più vicine a una vendita al dettaglio di attività e risorse, poiché la riorganizzazione è in coerenza con gli studi di fattibilità del programma NEWTON, certo che non vengono ridotti gli effettivi vengono direttamente espulsi!

La durezza delle soluzioni prospettate è chiarissima: esternalizzare per ridurre i costi e se poi le “scommesse” si perdono pazienza, non si potrà dire che questo trasformare “svantaggi in vantaggi” non fosse suffragato da brillanti analisi, affidate a primarie società di consulenza e a manager convinti a prescindere, che propongono futuribili teorie.

Nello specifico abbiamo chiesto come la nuova struttura incida sulla quotidianità lavorativa, se ci sono variazioni di risorse e/o perimetri sui Poli ma abbiamo capito che la lezione era agli sgoccioli, solo il tempo per comunicare che anche il ramo FLEET Management, scampato allo scorporo, sarà razionalizzato e che nella parte IT le consulenze esterne si sono ridotte a circa 100 unità. Al termine dell’incontro abbiamo chiesto lumi sulle voci insistenti di una riorganizzazione del Polo di Perugia, si parla di spostamento di attività in Banca con le relative risorse e di conseguenza un importante ridimensionamento del polo stesso.

Tutto è in evoluzione, pretesto sempre utile per rimandare risposte e approfondimenti. Torneremo su questi temi nelle prossime settimane, abbiamo richiesto all’azienda di non dare corso alla ristrutturazione prima che la discussione con le OOSS sia esaurita.

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