CCNL ABI: intervista la Segretario Generale della Fisac Cgil Giuliano Calcagni

I BANCARI IN TRATTATIVA PER IL RINNOVO CCNL – D:Segretario Calcagni dopo l’incontro del 6 Novembre come giudica le aperture di ABI?

R: Rispetto agli incontri precedenti il clima è cambiato, giudico positivamente due elementi, il primo è che ABI ha sostanzialmente ritirato i documenti presentati nel corso dell’incontro del 25, una sorta di contropiattaforma, che unitariamente abbiamo immediatamente respinto, il secondo, direi conseguenziale, è che si è tornati a discutere sulle rivendicazioni presentate in piattaforma, come abbiamo sempre ripetuto e ripetiamo ancora adesso è per noi l’unica base negoziale, piattaforma ripetiamo approvata con il 99% dei consensi delle lavoratrici e dei lavoratori del credito che per questa via sono anch’essi protagonisti al tavolo di trattativa.

Una considerazione rispetto al ritiro dei documenti che ABI aveva consegnato al tavolo riguarda la conferma dei livelli contrattuali con la riaffermazione quindi del ruolo centrale del CCNL. Il CCNL deve continuare a rappresentare uno strumento di garanzia rispetto alla tenuta di un settore che, soprattutto oggi, attraversa una delicata fase di transizione nei suoi processi di trasformazione.

Sulle aperture in relazione ai diritti e alle tutele, all’abolizione del salario d’ingresso per i neossunti, al diritto alla disconnessione, ai diritti per i tempi di cura, l’area contrattuale, l’inserimento dell’Accordo sulle politiche commerciali del 7 febbraio 2017 nonché la cabina di regia, penso che possiamo considerarle un punto di partenza per la ripresa del negoziato che comunque si presenta lungo e sicuramente complesso rispetto al quale non lasceremo niente sul tavolo.

D: la proposta di aumento salariale di 135 Euro per voi è sufficiente?

R:  Rispetto alla rivendicazione economica contenuta in piattaforma, una premessa è necessaria e doverosa anche rispetto alle dinamiche e agli equilibri del Paese che in questi giorni si accinge all’approvazione della Legge di bilancio.

E’ tempo, che nel silenzio della politica, il sindacato torni ad essere autorità salariale. Le politiche passive hanno dimostrato la loro inefficacia rispetto al sistema è pensiamo che l’unico modo per rilanciare i consumi sia alimentale la domanda per il tramite di incrementi salariali reali.

Per la Fisac Cgil, l’offerta di ABI di aumento di 135 Euro per la figura media è insufficiente. penso che avremo bisogno di discutere ancora soprattutto perché rispetto al Ccnl del 2015 in cui probabilmente i numeri offerti da ABI rispetto alla figura media erano poco chiari questa volta memori della scorsa tornata,  abbiamo richiesto ad ABI  la certificazione dei dati  tabellari  rispetto alla retribuzione lorda della figura media, questo a scanso di qualsiasi furberia negoziale.

Aggiungo, la proposta di aumento salariale di 135,00 Euro è comunque insufficiente rispetto alla parametrazione della nostra di 200,00Euro che lo ripetiamo oltre al recupero inflattivo include una quota di produttività e una percentuale di ristoro economico per tutte le colleghe e i colleghi che negli ultimi 15 anni hanno contribuito con il loro lavoro alla tenuta del sistema bancario e alla salvaguardia dei risparmi dei cittadini di questo Paese, non dimentichiamo che il risparmio, oltre ad avere una tutela di rango costituzionale può senz’altro considerarsi il vero petrolio italiano che ha consentito al Paese di sopravvivere in questi ultimi difficili anni.

I banchieri non possono pensare che i lavoratori e le organizzazioni sindacali siano cieche rispetto ai numeri di utili a sei zeri che il sistema ridistribuirà almeno fino al 2021.

D: E il TFR?

R: la risposta è semplice, il TFR va riconsegnato alla normale dinamica salariale.

D: Quali a suo avviso gli elementi di criticità?

R: L’ABI insiste sulla riforma degli inquadramenti.

A nostro avviso, la condizione è che le declaratorie e siano determinate nell’ambito del CCNL e soprattutto se l’idea di ABI di ridefinizione degli inquadramenti sottende un piano per abbattere i costi per noi è sicuramente una strada non percorribile.  

D: quali saranno i prossimi passaggi della trattativa? Cosa dobbiamo aspettarci?

R: Come le dicevo il negoziato non sarà semplice e anche nell’incontro del 6 Novembre abbiamo dichiarato che in ogni momento qualora la trattativa non dovesse seguire il giusto corso ci sentiremo liberi di rompere il tavolo in qualsiasi momento.

Viviamo una fase molto delicata, e in tale senso auspico una assunzione di responsabilità da parte di tutte parti coinvolte.Non ci sarà spazio per ingerenze esterne di qualsiasi genere natura o provenienza, la titolarità della trattiva è e resterà in capo alle lavoratrici ai lavoratori e ai legittimi rappresentati di categoria. 

Rispetto allo scenario prossimo che come ben sappiamo sarà senz’altro caratterizzato dalla gestione di importanti piani industriali e probabilmente da altri processi aggregativi, siamo stati chiari affermandolo anche al tavolo e ne approfitto per ricordare anche in questa sede, a quegli amministratori delegati che si pensano anche “scienziati”  che  se  pensano di poter gestire questi processi  avranno pan per i loro denti.

Il nuovo CCNL sarà a garanzia di questi processi. Per i prossimi incontri, per il 20 e 28 Novembre ci aspettiamo una continuità di ABI rispetto alla linea e alle aperture dichiarate al tavolo nell’ultimo incontro. L’idea, l’auspicio che in questo senso sposa anche quello di ABI è di chiudere il negoziato in tempi brevi.

Ovviamente così sarà solo le condizioni al tavolo saranno giudicate unitariamente positive.

D: la posizione unitaria in una trattativa delicata come questa è fondamentale, come sono i rapporti con le altre sigle?

R: Sin dall’inizio del negoziato per il rinnovo del CCNL la posizione die sindacati al tavolo è stata unitaria e questo a mio avviso è un grande valore non solo in termini di forza negoziale ma anche politico perché l’unità del sindacato e la capacità di condurre questa battaglia su temi comuni a tutti ci rende senz’ altro più forti.