Passato, presente e futuro di Allianz SpA a Trieste

PASSATO, PRESENTE E FUTURO DI ALLIANZ SPA A TRIESTE

In data 8 novembre 2019 abbiamo appreso, dagli organi di stampa, lo scoop della notizia che il Consiglio di Amministrazione di Allianz spa ha deliberato lo spostamento della sede legale dell’azienda da Trieste a Milano, con decorrenza 1 gennaio 2020.

Facciamo un po’ di cronistoria, a beneficio di tutti.

Quando nacque Allianz spa (1 ottobre 2007, dalla fusione di Ras, Lloyd Adriatico e Allianz Subalpina) l’equilibrio tra le piazze di Milano e Trieste veniva sancito dalla ripartizione delle primarie funzioni operative ed organizzative della Compagnia: Trieste veniva individuata come sede legale, a Milano venivano attribuite le funzioni di direzione generale.

Le attività ed il top management vedevano sostanzialmente una equa ripartizione tra i due poli: a Trieste trovavano sede tutta la parte prettamente assicurativa (lo studio della tariffa, la creazione del prodotto, la verifica dei test operativi, l’assunzione delle polizze, la gestione dei portafogli, la liquidazione sinistri), la direzione finanziaria, le attività telematiche; a Milano risiedevano prevalentemente tutte le attività legate all’area commerciale, ai servizi generali, alle risorse umane, alle attività immobiliari, all’information technology.

Nel 2013, l’allora Amministratore Delegato George Sartorel fissava “nero su bianco” gli ambiti di competenza delle sedi di Trieste, Milano e Torino: “Trieste sarà il centro dell’eccellenza tecnica e dell’innovazione occupandosi tra l’altro di: attività attuariali, soluzioni per prodotti P/C e Vita, Retail e PMI, Centro di Competenza per i prodotti modulari per l’Italia e l’Europa sud-occidentale, Telematics, APP, Allianz Academy, ottimizzazione dei servizi di supporto ai processi retail.”, citava una comunicazione organizzativa emessa in data 12 luglio.

Recentemente, più o meno uno/due anni fa, in occasione dell’inizio dei riallocamenti all’interno dei nuovi spazi della rinnovata sede di largo Irneri (lavori costati almeno una sessantina di milioni di euro) un autorevole e rispettato Direttore Generale, signor Maurizio Devescovi, rilasciava alla stampa la dichiarazione “Trieste è sempre stato un polo strategico per il nostro gruppo dove hanno sede l’hub per le attività tecniche, l’innovazione e le attività al servizio della clientela retail e delle piccole e medie imprese. Qui viene gestito il settore Vita individuale e lavora al servizio di tutto il gruppo assicurativo tedesco a livello internazionale la squadra di Allianz Telematics.”.

E’ chiaro che dal 2007 ad oggi, le persone di riferimento ai massimi livelli delle varie macro aree funzionali e operative aziendali sono quasi totalmente cambiate, ma questo rientra nelle regole di un grande gruppo internazionale; a noi però più delle persone fisiche, che comunque hanno la loro importanza, interessa la sostanza.

Per esempio: se il Gruppo a livello europeo si muove in direzione di prodotti unici danni, quale e quanto spazio resta all’Italia ed in particolare a Trieste per le attività tecniche ? Se la piattaforma telematica viene eliminata, che fine fanno gli addetti che l’avevano creata a Trieste e l’avevano gestita (ex Allianz Telematics ora Allianz Technology ) per il Gruppo a livello internazionale ? Se la sede legale della compagnia viene spostata da Trieste a Milano, che segnale viene dato ai dipendenti ed al territorio ?

Al 31 dicembre 2018 a Trieste operavano per il Gruppo complessivamente 960 dipendenti, ma sulla base di uscite volontarie, pensionamenti, adesioni al Fondo di Solidarietà Sezione Straordinaria, incentivi all’esodo, si rischia di avere una rilevante e consistente riduzione del personale già a partire dal 1 gennaio 2020.

Al personale dipendente di cui sopra si aggiungono (definiamoli indotto) qualche centinaio di lavoratrici e lavoratori tra somministrati, consulenti, manutentori di impianti, personale di vigilanza, addetti al pulimento, addetti alla mensa, cooperative sociali.

Con lo spostamento della sede legale l’azienda dichiara che nulla cambia relativamente al gettito fiscale a favore della fiscalità generale del Friuli Venezia Giulia: le norme sono cambiate nel 2018, ma non vorremmo che la quota di tributi maturata e prodotta in regione venisse collegata anche al numero di dipendenti che vi operano.

L’azienda dichiara le massime garanzie occupazionali per tutti, ovvero per gli impiegati e per il personale con grado preposto o da preporre, e amplia questa garanzia già comunque prevista nel ccnl: bene.

Quello che ci preoccupa però, è il latente pericolo che la sede di Trieste venga svuotata di attività, qualità, professionalità, e che non abbia più la possibilità di diventare lo sbocco lavorativo dell’eccellenza universitaria che ha sede in città.

La Fisac CGIL dichiara che Allianz Trieste non deve diventare “un cimitero di elefanti” in attesa della quiescenza: deve continuare ad operare nel solco di una tradizione assicurativa cittadina, riconosciuta a livello europeo e mondiale, che risale a quasi due secoli fa e che si è sviluppata anno dopo anno, garanzia di occupazione stabile e qualificata, che deve prevedere adeguato “turn over” fra i propri addetti.

Pretendiamo che ci siano fornite le motivazioni che hanno determinato tale decisione.

Pretendiamo che ci vengano date ufficialmente garanzie chiare e precise, nel rispetto di quel concetto di equilibrio quali-quantitativo fra i poli, portando il lavoro dove si trovano gli addetti e non viceversa e creandone di nuovo in un’ottica di sviluppo dell’azienda e del territorio.

Chiediamo pertanto chiarezza sugli obiettivi strategici della compagnia, sul piano industriale che interessa il gruppo Allianz Italia ed in particolare questa sede.

Trieste sta attraversando un momento critico nel proprio sistema produttivo: da una parte stiamo assistendo ad un lento ed inesorabile svuotamento del proprio tessuto industriale, dall’altra stiamo assistendo ad un nuovo ruolo in campo turistico e ad un rilancio della propria storica vocazione portuale, legato anche a nuove fasi di scambi con potenze commerciali asiatiche, che vedono la città ed il suo porto quali elementi nevralgici di questa nuova rotta.

Riteniamo che anche su questo tema, un grande gruppo assicurativo come Allianz possa e debba avere un ruolo importante e che la capacità assicurativa di questa città possa esprimere appieno le proprie professionalità.

la Rappresentanza Sindacale Aziendale
Fisac CGIL gruppo Allianz Italia
Polo di Trieste

Trieste, 12 novembre 2019