Banca d’Italia: la banca che “contava”

TRATTAMENTO DELLE BANCONOTE
LA BANCA CHE “CONTAVA”

Dal 6 all’8 novembre u.s. si è svolto, al Milano Convention Center, la riunione annuale del “Salone dei pagamenti”, un’iniziativa organizzata dall’ABI attinente alle novità che girano intorno al mondo delle banche ed al sistema dei pagamenti. In tale ambito, si è parlato dei profili evolutivi del “contante in un mondo digitale” alla presenza di importanti esponenti del nostro Istituto, tra cui il Vice Direttore Generale e il Capo Dipartimento Circolazione Monetaria e Bilancio.

Durante il convegno, tra gli altri argomenti, sono stati descritti i risultati raggiunti con il progetto “sala conta multibanca” presso la piazza di Milano.

Tale iniziativa consente alle banche aderenti di scambiarsi il contante presente all’interno del caveau della sala conta della società di servizi, a prescindere dalla sua provenienza originaria.

È utile precisare che fino ad ora la gestione del contante prevede che i biglietti presenti in sala conta siano suddivisi per banca d’origine per cui, in caso di carenza o eccedenza di contante, ciascuna azienda di credito debba rivolgersi alle Filiali della Banca d’Italia (che trattano il contante) per effettuare operazioni di prelevamento o versamento.

È evidente che l’introduzione della “sala conta multibanca” avrà un impatto notevole sull’attività di trattamento del contante nelle Filiali. La Sede di Milano, piazza scelta per la partenza di questo nuovo progetto, ha registrato un significativo calo di introito/esito nonostante, in questa fase iniziale, non tutte le banche abbiano aderito.

Se, come indicato negli interventi nel “Salone dei pagamenti”, proseguirà la diffusione della “sala conta multibanca” assisteremo ad un ulteriore impoverimento dei compiti delle Filiali della Banca d’Italia. È evidente come, anche su questo versante, stiamo registrando un deterioramento dei servizi per il cittadino e, contestualmente, un ulteriore fattore di messa in discussione della (sopravvissuta) rete territoriale.

Questa O.S. denuncia e censura, per l’ennesima volta, le scelte organizzative del Vertice dell’Istituto, volte a privatizzare ogni attività a valenza pubblica.

Nel caso specifico, tra l’altro, è opinione della Fisac CGIL che questo ennesimo progetto di privatizzazione, nel tempo, potrà contribuire a mettere in discussione uno dei ruoli fondamentali e istituzionali della nostra Banca centrale: quello di garantire la fiducia dei cittadini nelle banconote in euro.

L’attività di gestione e ricircolo del contante è, su questo aspetto, fondamentale: diventerebbe inutile anche parlare di sviluppo della moneta elettronica e di sistemi innovativi di pagamento se tale fiducia dovesse venir meno e in questo senso è decisamente rischioso abdicare a tale funzione istituzionale a favore dei privati.

La Fisac CGIL Banca D’Italia è intenzionata a proseguire nella sua azione di difesa del ruolo del nostro Istitutoe in questa ottica continuerà a chiedere ai Vertici l’avvio di una VERA discussione sui profili organizzativi, anche al fine di migliorare la qualità del lavoro di colleghe e colleghi e per dare loro una prospettiva di lungo termine, necessaria per ritrovare lo spirito di appartenenza all’Istituzione che ha sempre caratterizzato il nostro lavoro.

Roma, 26 novembre 2019

La Segreteria Nazionale Fisac Banca d’Italia