Giuliano Calcagni: il Punto – Dicembre 2019

Dedichiamo il punto di questo mese alle riflessioni sullo stato della trattativa per il rinnovo del CCNL del credito. Una trattativa che, dopo le criticità dovute alle reticenze di ABI, ha visto una fase di cambio di clima dopo l’incontro del 6 Novembre.

Certamente non ci sfugge la delicata cornice in cui questa trattativa si innesta e il grande lavoro che tutta l’organizzazione sta portando avanti; sia rispetto alla gestione di delicati accordi di settore; sia anche rispetto al comparto assicurativo che si appresta anch’esso alla tornata di rinnovo. Per quest’ultimo avvieremo il medesimo percorso di costruzione della piattaforma per il tramite delle commissioni contrattuali.

Soprattutto non ci sfugge il delicato quadro politico ed economico di sfondo alla trattativa: la legge di bilancio in approvazione – con una maggioranza di governo poco solida il riassetto a livello europeo della normativa finanziaria che, inevitabilmente determinerà impatti su sistema bancario nazionale.

Rispetto alla trattativa per il rinnovo del Ccnl del credito, ABI ha sostanzialmente ritirato i documenti presentati nel corso dell’incontro del 25 Ottobre, la cosiddetta “contropiattaforma” che nella irritualità della presentazione – fuori dalle scadenze di procedura- e soprattutto rispetto ai contenuti il sindacato ha unitariamente respinto.

Gli incontri successivi hanno così consentito l’avvio del negoziato.

Si è dunque tornati a discutere sui temi rappresentati nella piattaforma rivendicativa unitaria che, per noi, rappresenta l’unica base negoziale e che, in virtù della sua approvazione da parte del 99% delle lavoratrici e dei lavoratori, rende per questa via tutti protagonisti al tavolo del rinnovo.

L’incontro del 26 Novembre ha segnato la ripresa del negoziato.

Sul tavolo i temi della piattaforma unitaria: salari, diritti e tutele che restano punti centrali per l’avanzamento della trattativa in un’ottica di definizione a breve termine dell’intero assetto, questo ovviamente solo se i contenuti di merito saranno rispondenti alle richieste che unitariamente abbiamo formulato.

Nelle dichiarazioni di ABI abbiamo sicuramente intravisto elementi di positività, a partire dalla condivisione   dell’impianto della piattaforma unitaria di  premessa politica, restano però ancora diversi nodi da sciogliere.

Positiva l’apertura sull’argomento tutele su cui però le posizioni sono ancora distanti.

Positiva anche l’ apertura sul tema delle flessibilità e della conciliazione dei tempi di vita e lavoro e anche rispetto all’area contrattuale che ABI è disponibile ad estendere anche alle lavorazioni collegate agli NPL e agli UTP.

Possiamo giudicare positivo l’accoglimento della nostra richiesta di eliminazione del salario d’ingresso per i neoassunti, sulla quale comunque riserviamo valutazioni sostanziali rispetto all’ articolazione formale.

Rispetto agli inquadramenti abbiamo ribadito in più sedi, e lo facciamo anche qui, che non offriremo spalle rispetto a manovre ben orchestrate di riduzione di costi del lavoro.

Abbiamo giudicato  positive le aperture della giornata del 26 sulle richieste formulate in piattaforma circa le flessibilità, la conciliazione dei tempi di vita e lavoro e il diritto alla disconnessione.

Rispetto invece alla negoziazione della richiesta economica, sulla quale ad oggi non ci sono stati avanzamenti rispetto alla proposta di ABI, è chiaro che davanti ad un sistema bancario che distribuisce 1 mld al mese di utili al mese solo nei primi 9 mesi del 2019, il sindacato lavorerà unitariamente perché il punto di caduta sia il più prossimo alla nostra richiesta di 200€ per la figura media.

In ogni caso, la proposta di aumento salariale di 135,00 Euro è comunque insufficiente rispetto alla parametrazione della nostra di 200,00 Euro, che lo ripetiamo oltre al recupero inflattivo, include una quota di produttività e una percentuale di ristoro economico per tutte le colleghe e i colleghi che negli ultimi 15 anni hanno contribuito con il loro lavoro alla tenuta del sistema bancario e alla salvaguardia dei risparmi dei cittadini di questo Paese. Non dimentichiamo che il risparmio, oltre ad avere una tutela di rango costituzionale può senz’altro considerarsi il vero petrolio italiano che ha consentito al Paese di sopravvivere in questi ultimi difficili anni.

I banchieri non possono pensare che i lavoratori e le organizzazioni sindacali siano ciechi rispetto ai numeri di utili a nove zeri che il sistema ridistribuirà almeno fino al 2021.

ABI insiste pervicacemente anche rispetto alla riforma degli inquadramenti.

A nostro avviso, la condizione è che le declaratorie siano determinate nell’ambito del CCNL e soprattutto, se l’idea di ABI di ridefinizione degli inquadramenti sottende un piano per abbattere i costi, per noi è sicuramente una strada non percorribile.  

L’abbiamo dichiarato più volte e anche al tavolo di trattativa abbiamo invitato ABI ad escludere qualsiasi tentativo di furberia o furbata negoziale, perché questo non è più il tempo.

L’incontro del 28 ha poi visto ABI consegnare una prima documentazione rispetto alla parte sociale del Ccnl con una elencazione puntuale degli interventi rispetto alla piattaforma unitaria:

  • part time,
  • flessibilità anche per tempi di cura,
  • unioni civili ed inclusione,
  • politiche di genere e formazione,
  • lavoro agile e disconnessione
  • salute e sicurezza
  • area contrattuale,

rileviamo parziali elementi di condivisione delle richieste di piattaforma unitaria comunque largamente insufficienti.

Rispetto al diritto alla reintegra,  riteniamo la  proposta di ABI, che vede una incentivazione dei sostegni economici per la lavoratrice o il lavoratore non reintegrato, ancora lontana da un possibile punto di caduta unitario.

Abbiamo già passato la fase della mercificazione dei diritti e oggi, per il sindacato unitario, per la mia Segreteria e per me, il senso della rivendicazione rispetto alla reintegra è sicuramente di respiro più ampio.

Occorre garantire la neutralità in termini di diritti e tutele di chi intermedia il risparmio privato, a tutela del lavoro delle aziende e del Paese.

Soprattutto occorre lavorare per ricucire la frattura generazionale anche sul terreno dei diritti.

La rivendicazione sui diritti, in particolare sulla reintegra, è una rivendicazione che non solo affonda le radici nel nostro DNA costituzionale ma ha una ben più ampia connotazione: coloro che operano nel sistema del credito devono tornare ad essere tutelati da un apparato di diritti e tutele pieno, che possa collocare in una condizione di neutralità di non vessazione chi maneggia il risparmio privato.

Occorre che il sistema del credito ritrovi e restituisca stabilità e tranquillità agli attori che vi partecipano: lavoratrici, lavoratori, aziende, territori e clientela.

ABI ancora una volta riafferma disponibilità a rispondere su tutti i punti della piattaforma sulla quale alla fine del percorso negoziale esprimeremo una valutazione complessiva.

Nel prossimo incontro ribadiremo i punti centrali delle nostre rivendicazioni.

Per noi il Ccnl è e deve conservare il ruolo di strumento a garanzia di un sistema che, soprattutto oggi, attraversa una delicata e complessa fase di transizione, anche per l’ingresso di nuovi players sul mercato,estremamente abili tanto nell’elaborazione dell’offerta di servizi quanto nel sottrarsi alle regole di mercato nazionali.

Tanto più, considerato il ruolo centrale del Ccnl, come anche riconosciuto da ABI, riteniamo che portare a compimento questa fase sia condizione imprescindibile per il corretto avvio delle procedure collegate ai piani industriali da sviluppare nel prosieguo anche nel rispetto dei rapporti tra contrattazione di primo e secondo livello.

Abbiamo infatti condiviso l’ipotesi di calendarizzazione proposta da ABI senza escludere, in caso di rottura del negoziato oltre alle agitazioni proprie della democrazia sindacale,  anche il blocco di tutte le trattative rispetto ai piano industriali dei Gruppi.

Viviamo una fase molto delicata, e in tale senso auspico una assunzione di responsabilità da parte di tutte parti coinvolte.

Non ci sarà spazio per ingerenze esterne di qualsiasi genere natura o provenienza, la titolarità della trattativa è e resterà in capo alle lavoratrici ai lavoratori e ai legittimi rappresentanti di categoria.

Rispetto allo scenario prossimo che come ben sappiamo sarà senz’altro caratterizzato dalla gestione di importanti piani industriali e probabilmente da altri processi aggregativi, siamo stati chiari affermandolo anche al tavolo e ne approfitto per ricordare anche in questa sede  – a quegli amministratori delegati che si pensano anche “scienziati”  che  se  ipotizzano di poter gestire questi processi senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali  avranno pane per i loro denti.

Il nuovo CCNL sarà a garanzia di questi processi .

Questo rinnovo contrattuale è funzionale a restituire stabilità al settore del credito che se non dovesse ritrovare una condizione di equilibrio inevitabilmente andrebbe a destabilizzare gli equilibri nazionali.

Occorre sensibilità da parte di tutte le parti coinvolte, e mai come prima il sindacato sta mostrando compattezza e unità nel rivendicare certezza di diritti e doveri per lavoratrici e lavoratori del sistema del credito.

E’ in questo senso la mia Segreteria e io teniamo a specificare che la calendarizzazione serrata che ABI ha proposto è sicuramente una testimonianza di volontà che apprezziamo e che tutti auspichiamo si trasformi in contenuti di merito sottoscrivibili.

Siamo determinati a conferire tutte le nostre energie sul tavolo di trattativa per consegnare un Ccnl e mettere in sicurezza il lavoro delle nostre lavoratrici e dei nostri lavoratori.

Buon lavoro a tutte e a tutti

Il Segretario Generale

Giuliano Calcagni