L’Isvap muore tra le inchieste giudiziarie

Esprimiamo il più profondo rammarico per le vicende giudiziarie che segnano ingloriosamente la fase finale della vita trentennale dell’ISVAP.
Di fronte ai fatti noti a tutti riguardanti la vecchia gestione Fondiaria-SAI, l’impegno, la dedizione, la professionalità dei lavoratori ISVAP non devono essere offuscati da scelte riconducibili alla responsabilità dei vertici dell’Istituto, dalle quali più volte le OO.SS. interne si sono dissociate.
A fronte dei problemi del passato cui è rivolta oggi l’attenzione della magistratura, appare ancor più incomprensibile il “riserbo impenetrabile” e perciò non produttivo dell’auspicata trasparenza, che sta accompagnando la fase costitutiva dell’IVASS, Il nuovo soggetto della vigilanza assicurativa, che non ha visto alcun momento di dialogo né con la struttura tecnica interna, né con le rappresentanze sindacali.
E’ doverosa una discontinuità visibile rispetto alla passata gestione, al fine di ristabilire la fiducia nella funzione pubblica di vigilanza, quale condizione imprescindibile per l’assolvimento corretto dei compiti istituzionali assegnati all’IVASS nel mercato.
Le Organizzazioni Sindacali rivendicano la necessità di un confronto aperto sul nuovo modello di vigilanza assicurativa, in considerazione della rilevanza degli interessi socio-economici coinvolti ed in riferimento alla trasparenza richiamata, che troppe volte è stata sacrificata alle necessità delle “gestioni” di turno.
Roma, 25/10/2012

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