CGIL su rapporto Censis, dato Sud allarme nazionale

“Se non riparte il Sud a farne le spese è l’economia dell’intero Paese, infatti le tendenze negative sono pari quasi al doppio della media nazionale il che significa che per generare crescita e sviluppo bisogna invertire il ciclo negativo del Mezzogiorno”. E’ quanto afferma il segretario nazionale della CGIL, Serena Sorrentino, commentando i dati contenuti nel rapporto del Censis sul Mezzogiorno.
Dati, che descrivono una situazione drammatica per il sud d’Italia caratterizzata da un divario sempre più ampio con il Nord. Nel Mezzogiorno, infatti, il PIL si è ridotto del 10% in termini reali a fronte di una flessione del 5,7% registrata nel Centro-Nord. Il rapporto Censis sottolinea inoltre come, tra il 2008 e il 2012, dei 505mila posti di lavoro persi in Italia, il 60% ha riguardato il Mezzogiorno (più di 300mila). Per quanto riguarda l’istruzione e la formazione, nonostante nel Mezzogiorno la spesa pubblica sia più alta di quella destinata al resto del Paese (il 6,7% del Pil contro il 3,1% del Centro-Nord, ovvero 1.170 euro pro-capite nel Mezzogiorno rispetto ai 937 del resto d’Italia (ovvero il 24,9% in più), il tasso di abbandono scolastico è del 21,2% al Sud e del 16% al Centro-Nord. Infine, dal rapporto emerge che i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non si formano, i cosiddetti Neet, sono molto più numerosi in tutte le regioni meridionali che nel resto d’Italia. La loro incidenza media nel Mezzogiorno è infatti del 31,9% superando alla media nazionale che si attesta al 22,7%.
“Il rapporto Censis – prosegue il dirigente sindacale – conferma quanto avevamo messo al centro del confronto con gli ultimi governi: istruzione ed occupazione sono i due settori da cui ripartire per affrontare la crisi. Il dato che preoccupa maggiormente è quello dei neet nell’area più giovane del paese. Non è un caso che superi il 35 per cento in Campania e Sicilia dove la deindustrializzazione è più forte e dove, a differenza della Puglia, non ci sono stati investimenti regionali su occupazione e sviluppo”.
“Dare attuazione al piano europeo “garanzia giovani”, comitati per l’attuazione del piano del lavoro per creare occupazione e collegamento dell’utilizzo dei fondi strutturali a programmi di azione nazionale su welfare, ambiente, energia e infrastrutture – conclude Sorrentino – sono reali occasioni per rispondere alle emergenze sociali nel Sud”.

Back to top button