CCNL ABI: Milano, primo attivo unitario

Nella mattinata odierna il primo attivo unitario di presentazione dell’ipotesi di rinnovo del Ccnl del credito sottoscritta con ABI il 20 Dicembre scorso.

Grande la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Positivo il consenso espresso rispetto agli avanzamenti che il sindacato unitario ha conquista, avanzamenti senz’altro acquisitivi rispetto all’assetto contrattuale precedente rispetto ai diritti alle tutele non da ultimo l incremento salariale che rispetto al quadro congiunturale riconsegna la dignità al lavoro e a chi lavora.

Questo Ccnl è un punto di partenza perché il quadro ristrutturazioni che i piani industriali in apertura chiederanno al sindacato un surplus di unità e lungimiranza per la gestione degli effetti forse anche superiore a quella avuta nella costruzione della piattaforma in rinnovo del Ccnl.

Un anno fa illustravamo la piattaforma, sembrava una piattaforma ambiziosa, ma noi unitariamente decidemmo in quell’Italia che aveva nell’agenda politica il sovranismo, la divisione delle persone, l’autonomia differenziata come elemento di divisione sociale, di coniugare tre parole salari diritti e tutele.

Abbiamo scelto di ricongiungere le generazioni dei lavoratori.

Il sindacato, a partire dai bancari, manda un segnale al Paese: investire sui giovani non come elemento solidaristico ma come elemento di lungimiranza per lo sviluppo del Paese, a tutela dei lavoratori più anziani e anche di quelli quiescenti.

Occorre che il sindacato inneschi una politica a sostegno della famiglia perché tutti abbiamo una possibilità di avanzamento e di emancipazione personale e sociale. Solo uniti possiamo avanzare e l’unità del sindacato è imbattibile.

L’unità sindacale spaventa controparte.

Serve unità tra organizzazioni sindacali perché se il sindacato smette di essere un soggetto che unisce i lavoratori smette di essere sindacato e consegna tutti alla sconfitta.


Gli altri interventi video

Mauro Bossola – Segretario Generale Aggiunto FABI

Fulvio Furlan – Segretario Generale Aggiunto UILCA

Emilio Contrasto – Segretario Generale UNISIN

Riccardo Colombani – Segretario Generale First CIS

Daniele Perri – FABI Banca Intesa

Maurizio Gemelli – FIRST CISL Deutsche Bank

Francesca Bagnulo – FISAC CGIL UNICREDIT

Joseph Frender –  UNISIN BNL PARIBAS

Mario Cusano – UILCA – Segretario generale Emilia Romagna

Claudio Casazza – ING FABI

Eliana Rocco – FIRST CISL UBI

Cinzia Borgia – Segretaria generale FISAC CGIL Piemonte

Roberto Marras – FABI Segretario provinciale Torino

Franco Morale – UNISIN Intesa San Paolo

Claudia Dabbene – UILCA – UBI

Clara Fonti – FISAC CGIL – BancoBPM

Luca Faietti – UILCA Segretario generale Veneto

Carla Cumitini – UNISIN BNP PARIBAS Security Service

Matteo Cavallini – FIRST CISL Intesa Sanpaolo


 

Banche: sindacati, contratto è punto partenza, ora i piani industriali

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 30 gen – «Questo contratto è un punto di partenza perché le ristrutturazioni, a partire da quella di Unicredit, daranno al sindacato un surplus di unità e di lungimiranza». Lo ha dichiarato il segretario generale della Fisac-Cgil, Giuliano Calcagni, intervenendo al primo attivo unitario dei sindacati del credito per la presentazione del nuovo contratto. Sulla stessa linea il segretario generale aggiunto della Fabi, Mauro Bossola: «La mia preoccupazione è che un contratto soddisfacente possa allentare la nostra attenzione sull’importanza del contratto stesso e farci rilassare. Cosa assolutamente da evitare alla vigilia di una stagione dei piani industriali in cui di nuovo saremo sfidati». Calcagni ha rivendicato i risultati del negoziato che ha portato alla fima del nuovo contratto, sottolineando tra le altre cose che l’aumento salariale è pari al 7%, mentre l’inflazione arriverà al 3,5%: «Il potere di acquisto quindi aumenta, è un fatto oggettivo». «I banchieri in questo paese hanno saccheggiato il risparmio privato e hanno reso le agenzie bancarie un luogo insicuro, dove chi entra ha paura di perdere il proprio risparmio – ha scandito Calcagni –
Il sindacato ha detto no a tutto questo e ci è riuscito grazie all’unità sindacale, che mette paura alla controparte». «Dovete chiedere ai gruppi dirigenti nazionali una sola cosa – ha concluso rivolto alla platea – cioè l’unità tra le organizzazioni sindacali».