UniCredit: Calcagni, entro 10 giorni al via procedura su esuberi. Pop. Bari, situazione pesante

Il leader Fisac: vogliamo ricambio uno a due

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 30 gen – «La prossima settimana, al massimo entro 10 giorni, UniCredit presenterà le carte per le procedure in coerenza con il contratto nazionale». Lo ha annunciato a Radiocor il segretario generale della Fisac-Cgil, Giuliano Calcagni, a margine del primo attivo unitario nazionale dei sindacati del credito per la presentazione del nuovo contratto. L’istituto, ha ricordato, «ha detto che ha questi 6mila esuberi» in Italia, «noi abbiamo detto che sono eccessivi. Comunque poniamo il problema del ricambio generazionale in rapporto uno a due». Richiesta che vale a livello nazionale e che quindi sarà portata sul tavolo anche delle altre banche che dovessero dichiarare esuberi, a partire da Ubi Banca e Banco Bpm, che nelle prossime settimane presenteranno i propri piani industriali. «Non è vero che nel paese c’è meno esigenza di fare banca – ha chiarito Calcagni – C’è un’esigenza nuova di fare banca coniugandola con innovazione tecnologica ma salvaguardando anche le fasce sociali più deboli che non hanno una capacità digitale pronunciata». Tornando a UniCredit, Calcagni ha poi denunciato «un problema vero che è la chiusura di 500 sportelli. Intanto – ha sottolineato – vorremmo capire, perché non ci crediamo, se tutti i 500 sportelli sono in passività, quindi ci vorrà gradualità nel fare questa operazione. Poi la chiusura degli sportelli comporta un rischio di mobilità pesante che penalizza in primo luogo le donne e le situazioni più svantaggiate». «Ma la questione vera che poniamo è il futuro di Unicredit – ha concluso – Noi vogliamo che questa banca mantenga la testa in Italia perché altrimenti, se le direzioni generali se ne vanno, il rischio altrimenti è che le banche facciano raccolta e investano altrove».

Pop.Bari: Calcagni, situazione pesante, nessuno deve perdere reddito

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 30 gen – «Il piano industriale non è stato ancora presentato, ma sappiamo che c’è un orientamento di taglio del personale. È una situazione particolarmente pesante perché il Mezzogiorno ha tassi di disoccupazione molto pronunciati. Noi diciamo che nessuno deve perdere reddito, quindi proveremo ad attivare il fondo esuberi per tutto il tempo necessario». Così il segretario generale della Fisac-Cgil, Giuliano Calcagni, commenta con Radiocor la situazione della Banca Popolare di Bari a margine del primo attivo nazionale per la presentazione del nuovo contratto del credito. «Poi vogliamo capire quale è il piano di rilancio – ha concluso – perché in realtà la Popolare di Bari è di fatto l’unica banca del Mezzogiorno, quindi una sinergia tra una banca di investimenti e una banca commerciale che raccolga il risparmio e lo investa nel Sud in linea teorica non la vediamo in maniera negativa».

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