PBP: report

il Sole24Ore: un abbaglio e sbaglia – Non si è parlato in nessun modo delle figure dei direttori di filiale durante l’incontro tra i Commissari e le Organizzazioni Sindacali del 12 febbraio appena trascorso.
Lo scriviamo a chiare lettere, non solo per dover di informativa nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici del Gruppo BPB ma anche per fare chiarezza su sconcertanti titoli e articoli relativi apparsi su un pur autorevole organo di stampa quale ilSole24ORE.
Non sappiamo se le parole di chi ha rilasciato l’intervista siano state travisate o meno. In ogni caso, non spetta a noi darne conto e, ove fossero confermate, prenderemmo decisa distanza da tali affermazioni.
Ribadiamo, per un principio di verità, che nulla è stato detto a proposito dei responsabili di filiale durante la riunione di ieri.

Non sappiamo niente, di contro, circa dichiarazioni pubbliche rese da altri. Anche ad uno dei nostri, intervistato da una nota testata campana è capitato di vedersi attribuite dichiarazioni mai pronunciate ma tant’è, viviamo tempi difficilissimi e dobbiamo esser pronti a qualunque cosa. Ma cosa si è detto allora con i Commissari? Leggiamolo nel prossimo pezzo.

Il primo incontro con i commissari – È stato un incontro conoscitivo, il primo dopo la semplice presentazione avvenuta a margine del sit-in sindacale effettuato il martedì successivo al commissariamento avvenuto il 13 dicembre 2019.

Con uno stile asciutto e diretto, Blandini ha subito chiarito che per ora non c’è nessun piano industriale dal momento che siamo ancora in piena due diligence.

È emersa la forte volontà di dare continuità all’azienda e questo è sicuramente un elemento di rilievo vistal’incertezza sul modello di banca che si vorrà attuare.

La banca va prima messa in sicurezza – ha proseguito il commissario – e poi sarà fondamentale riprendere la capacità di essere competitiva, di reggere da sola i marosi del mercato. Questo è un fattore importante perché i fondi ricevuti dalla BPB non siano considerati quali aiuti di Stato da parte del Directorate-General for Competition (DG Comp), responsabiledella politica dell’UE in materia diconcorrenza che garantisce il rispetto dellenorme dell’UE, in collaborazione con leautorità nazionali garanti della concorrenza.

È intenzione dei commissari nominare un Direttore Generale temporaneo per far funzionare la macchina commerciale e hanno anche dichiarato di voler valorizzare le risorse interne. Preferisconoprendere poche persone dall’esterno,credono in questa banca non in un’altra banca “ non in un centinaio di nuovi dipendenti, qui ci sono persone valide delle quali tener conto ma non si può faretutto in brevissimo tempo: Rome wasn’tbuilt in a day! (Sic).

Per il momento in cui ci sarà l’assembleadei soci, che dovrà votare la decisiva trasformazione della BPB in Società per Azioni, dovrà esser chiusa la procedura sindacale per il piano industriale. Ne deriva che, verosimilmente, non si andrà oltre a prima metà di marzo per la sua presentazione.

Da parte nostra abbiamo delimitato il perimetro sindacale nel quale intenderemo muoverci con gli strumenti negoziali tipici del settore bancario: scelte a carico dei dipendenti solo su base volontaria, no mobilità selvaggia, nessuna deroga al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

La delegazione sindacale FISAC/CGIL per bocca della sua portavoce, Lia Lopez, Segretaria Generale di categoria per la Puglia, con delega alla BPB per conto della Segreteria Nazionale, ha invocatouna forte discontinuità con il passato, ha parlato di una banca che è stata senza una reale gestione e organizzazione unitaria, portata avanti con ordini contrastanti e con competizione tra strutture di rete e di direzione. Ma il cambiamento non viene ancora percepito dal momento cheall’oggi, molti dei dirigenti di allora sono ancora al loro posto. È difficile che ci sia un cambiamento se le stesse persone di ieri sono oggi i portavoce dei commissari.

A questo proposito, quest’ultimi hanno dichiarato che sono loro stessi l’iniziodella discontinuità: se il cambiamento c’è,inizia dal vertice cioè dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio dei Sindaci Revisori che infatti sono stati sciolti e loro hanno sostituito il CdA, oltre ad aver nominato in Comitato di Sorveglianza composto da tre membri.

Sul tema delle pressioni commerciali, Blandini e Ajello hanno asserito che, in caso di comportamenti non conformi alla legge, trattasi di atti e fatti non a loro appartenenti. Sono sì interessati a che la macchina riparta ma nel rispetto delle regole, la banca bicefala non esiste più ma perché questo venga compreso da tutti, occorrerà del tempo. Gli interessi di singole persone sono finiti.

Su CaRiOrvieto non v’è ancora nulla di certo e si sono impegnati, non appena la situazione dovesse cambiare a dare tempestiva comunicazione al mercato e alle Organizzazioni Sindacali.

L’incontro si è chiuso con l’ultimasollecitazione della nostra segretaria che ha chiesto delucidazioni sui cambiamenti organizzativi in corso e se fossero anticipazioni del piano industriale o, in caso contrario, quale fosse il senso di tali cambiamenti a fronte di uno scenario non ancora definito.

La replica sul punto è stata che non ne erano a conoscenza e che avrebbero approfondito.

L’emittente, il giornalista, l’avvocato e il dipendente – TeleNorba, la più grande emittente televisiva privata del Mezzogiorno, da sempre vicina alla famiglia che fino a pochi mesi fa ha governato la BPB, trasmissione“Il Graffio” del 7 febbraio 2020, condotta da Enzo Magistà.

Si parla di Banca Popolare di Bari in un confronto a tre tra il giornalista Giuliano Foschini del quotidiano la Repubblica, l’Avvocato Laudadio dell’associazione di consumatori Adusbef, e l’Avvocato, Francesco Paolo Sisto, avvocato degli Jacobini agli arresti domiciliari nel momento in cui scriviamo. Nel pieno rispetto della libertà di stampa e del diritto di difesa di qualsiasi persona sottoposta a procedimenti giudiziari, ci limitiamo a dire che i contenuti della trasmissione non ci sono per niente piaciuti.

“I processi non si fanno in televisione” ha asserito l’Avv. Sisto eppure questi non ha esitato, in maniera raffinata, ad individuare nella parte terminale della banca il luogo dove ricercare responsabilità.

Difenderemo i colleghi e le colleghe in tutte le sedi e con tutti i mezzi, i modi e le opportunità fornitici dalle leggi dello Stato, dai Contratti.

Agli organi di informazione ricordiamo che la cattiva gestione della banca è stata giocata in primo luogo sulla pelle dei dipendenti e far sentire la voce di queste persone sarebbe quanto meno opportuno se non doveroso.

Ma si sa, ognuno di noi sceglie da che parte stare, fa parte del gioco.

Ce la giocheremo, allora, anche noi sappiamo quale parte difendere, e non abbiamo dubbi che è quella parte terminaleaccusata dall’Avvocato.