CA Toscana: fondi pensione – good news

È ormai un refrain iniziare i nostri comunicati sul Fondo Pensione ricordando che si tratta di un investimento per noi molto importante, sia per gli euro che ci mettiamo (considerando la somma dei contributi aziendali e individuali) sia per il lato fiscale (il Fondo Pensione se portato a prestazione gode di regimi fiscali particolarmente agevolati).

Nei giorni scorsi è arrivato l’aggiornamento della COVIP in materia di Fondi Pensione che ci fornisce il quadro su base nazionale e da cui risulta (con riferimento al 31.12.2019):

  • Nei Fondi negoziali si sono registrate 159.000 iscrizioni in più (5,3 per cento), portandone il totale a fine dicembre a 3,161 milioni.
  • Il patrimonio dei fondi pensione negoziali ammonta a 56,1 miliardi di euro, in crescita dell’11,4 per cento rispetto a fine 2018.
  • Relativamente ai rendimenti, i fondi pensione negoziali hanno guadagnato il 7,2 per cento nell’anno 2019.

Sempre in materia di Fondi Pensione lo scorso 17 gennaio era uscito un interessante articolo sul Corriere Sera Economia che partiva dall’ultima «Indagine annuale su fondi e sicav di diritto italiano» realizzata dall’Area studi Mediobanca e che, in parte, riepiloghiamo di seguito citandone alcuni punti salienti:

  • Nei dieci anni post Grande crisi ha guadagnato di più chi ha sottoscritto fondi pensione
  • L’analisi riguarda un decennio che ha visto da un lato le Borse in ripresa dopo le cadute registrate in particolare nel corso del 2007-2008 e dall’altro i bond accusare cali nei rendimenti anche al di là delle previsioni di esperti e gestori per tempi e dimensioni. Gli asset manager mondiali hanno dunque dovuto fare i conti con scenari inattesi potendo beneficiare però di guadagni in conto capitale dai titoli azionari e dalle obbligazioni con durata lunga. Una “congiuntura” che si riflette nei rendimenti. Così 100 euro investiti a fine 2008, al 31 dicembre 2018 sono diventati 149 nei fondi pensione aperti, 144 in quelli negoziali (cioè di categoria), 120 nei fondi comuni aperti e 113 nei Bot a 12 mesi. Uscendo dalle medie tuttavia ha “vinto” chi ha scelto fra i fondi comuni quelli azionari e fra i bond i Btp: nel primo caso 100 euro sono diventati in 10 anni 163, nel secondo 150
  • Fra le società di gestione è Anima a “piazzare” più fondi fra i primi 30: 8. Seguono Eurizon con 3 e con 2 Amundi, Arca, Azimut, Bnp Paribas, Fideuram, Pramerica.

A questo proposito evidenziamo che le prime tre società citate nell’articolo (Anima – Eurizon – Amundi) sono le tre società scelte come gestori per il Fondo Pensione Crédit Agricole Italia. Le società sono state confermate come gestori del Fondo per i prossimi 5 anni e in parti uguali (1/3 per ciascuna linea).

Andando al Fondo Pensione di Gruppo vogliamo ricordare a tutti i colleghi un paio di cose:

  • NUOVA LINEA DI GESTIONE: è stata introdotta una nuova linea di gestione ORIZZONTE SOSTENIBILITÀ che si affianca alle tradizionali linee finanziarie Orizzonte 10, Orizzonte 20, Orizzonte 30 e alla linea assicurativa Orizzonte Capitale Garantito.

    ORIZZONTE SOSTENIBILITÀ investe in strumenti finanziari di tipo obbligazionario per il 40% ed azionario per il 60% e seleziona gli strumenti finanziari secondo criteri conformi a principi di investimento sostenibili e responsabili, con una forte attenzione ai rischi ambientali, sociali e di governance. Il Gestore unico della linea sarà Eurizon Capital Sg.

  • MODIFICHE IN RELAZIONE AGLI ASSET ALLOCATION DELLE LINEE: per la linea “Orizzonte 10” la componente azionaria è stata elevata al 10% del patrimonio contro il precedente 5% Per le altre linee è stata mantenuta inalterata l’asset allocation intervenendo in parte sui benchmark.
  • SWITCH – FINESTRA FINO AL 31 MARZO: a partire dal 27 gennaio è disponibile, nell’area riservata del Fondo Pensione, la nuova funzione denominata “SWITCH”, che ci consente di variare, on-line, le linee di investimento sia per le contribuzioni future che per tutta o parte della posizione già maturata e fino al 31 marzo sarà possibile valutare eventuali switch anche in deroga al decorso dei 12 mesi da un eventuale switch precedentemente richiesto. Questo consente, in caso di interesse, di valutare una diversa destinazione dei propri contributi o dei propri investimenti in relazione all’introduzione della nuova linea “Orizzonte Sostenibilità” e delle modifiche sopra riportate.
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