Il bonus da 18 milioni al banchiere Barclays

Mentre buona parte della Gran Bretagna piange o si arrabbia per un altro budget “lacrime e sangue” presentato ieri in parlamento dal ministro del Tesoro, George Osborne, tra aspettative di un’economia ancora più debole del previsto che crescerà solo dello 0,6 per cento nel 2013 (stima dimezzata rispetto alle previsioni dell’anno scorso), sulle rive del Tamigi c’è anche qualcuno che ride. Rich Ricci (nome nomen, direbbero i latini), uno dei top “casinò bankers”, banchieri da casinò, della City di Londra, ha ricevuto dalla Barclays Bank un bonus di 18 milioni di sterline, circa 20 milioni di euro, per il 2012, che lo rende ancora più ricco, a dispetto delle polemiche sui premi eccessivi a banchieri e super manager, specie in tempi di crisi come questi.

Già titolare di un patrimonio valutato 57 milioni di sterline, il 49enne Ricci è stato uno dei più stretti collaboratori dell’ex-amministratore delegato della Barclays Bob Diamond, costretto a dimettersi nell’ambito degli scandali che hanno colpito la banca britannica. E Ricci era in una posizione chiave del braccio investimenti della Barclays proprio quando è esploso il caso dell’affare Libor, il tasso di interesse taroccato illegalmente da vari operatori, una truffa che è costata alla banca una multa di 290 milioni di sterline l’estate scorsa. Ma evidentemente deve avere portato lo stesso dei notevoli profitti alla sua azienda, se ha ricevuto un premio così eclatante. E non è stato l’unico: otto super banchieri della Barclays, incluso Ricci, hanno condiviso una torta complessiva di bonus da 40 milioni di sterline, quasi 50 milioni di euro. Alla faccia delle nuove norme dell’Unione Europea che dovrebbero limitare i bonus all’equivalente del salario annuale (o al massimo al doppio del salario), misure che Londra ha fortemente contestato, sostenendo che provocherebbero un esodo dei suoi migliori banchieri verso altre capitali della finanza.

“Ricco” Ricci, anzi Sempre Più Ricco Ricci come lo si potrebbe ora chiamare, ha altri motivi per sorridere. Insieme alla moglie Samantha è proprietario di trenta cavalli da corsa, undici dei quali hanno galoppato al concorso di Cheltenham la settimana scorsa, uno degli appuntamenti classici dell’ippica inglese. E oggi i giornali del regno illustrano la notizia del suo super bonus con la foto che lo ritrae esultante mentre accetta il premio di 68 mila sterline per la vittoria di uno dei suoi purosangue, Champagne Fever. Un altro nome che sembra una predestinazione per il suo proprietario. Piove sempre – una pioggia di champagne in questo caso – sul bagnato? E intanto il cittadino medio si deve consolare con l’unico provvedimento in suo favore varato dal ministro Osborne nella nuova, criticatissima legge finanziaria: una pinta di birra costerà 4 penny di meno. Champagne contro birra. Diciotto milioni di sterline contro 4 penny. La storia di due città, come la descriveva Dickens un secolo fa, “il migliore dei tempi” per pochi fortunati, “il peggiore dei tempi” per tutti gli altri.

Back to top button