La quarantena della BPB

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Nella drammatica era del coronavirus, le riunioni si tengono a distanza e per telefono. Ed è così che si è tenuto il primo incontro tra le Organizzazioni Sindacali della BPB e il nuovo Direttore Generale, insieme ai rappresentanti del Servizio del Personale ed il Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione.

In una chiacchierata durata quasi due ore, solo pochi i minuti dedicata ai convenevoli di rito, la discussione si è concentrata sulla tutela della salute e i problemi organizzativi e gestionali, lecarenze, i possibili rimedi per affrontare l’emergenza sanitaria e le scelte per ridurre il rischio dicontagio, tra i dipendenti e i clienti, del micidiale COVID19.

Registriamo, purtroppo, a fronte di una apertura al dialogo da parte del D.G., con il suo invito ariunirci attorno ad un tavolo (metaforicamente parlando, s’intende) con la delegazione aziendale,un sostanziale nulla di fatto sulle richieste da noi avanzate.

Le richieste sindacali di:

  • permessi retribuiti extra,
  • nessun utilizzo obbligatorio di ferie 2020,
  • recupero delle giornate di ferie già effettuate a causa dell’emergenza COVID-19,
  • con soddisfazione di tutti, attivare la formazione FAD da potersi effettuare da casa (smart learning),
  • di rivedere il meccanismo della chiusura delle filiali con gli impatti sul personale e sull’operatività (il sistema attuato spinge allo spostamento e alla concentrazione dei clienti nelle filiali che restano aperte, l’esatto contrario di quanto decretato del D.P.C.M.),
  • definizione dei servizi da potersi effettuare allo sportello,
  • la possibilità di far effettuare per posta elettronica o comunque da remoto le richieste di sospensione dei mutui,
  • creazione di una task-force azienda, sindacati, R.L.S. capace di intervenire con rapidità, concretezza, efficacia sui problemi emersi e via via emergenti,
    sono state completamente ignorate dal nuovo management ed anche soffocate nell’ assoluto silenzio dell’antico management.

Nel solco della continuità, la tragica linea aziendale è chiara:

  • allinearsi passivamente alle decisioni ABI, attivando il “minimo sindacale” ;
  • azzerare tutte le spettanze pregresse e 2020 per non avere intralci alla ripartenza e fino a fine anno;
  • gestire come se non esistesse emergenza una fase della vita della banca;
  • lasciare governare la situazione alla vecchia maniera;
  • condividere, nelle prassi e nell’economia, con il Personale il rischio impresa;
  •  tirare a campare fino a fine amministrazione straordinaria.

Tardivo l’intervento di supporto che l’azienda ha messo in atto verso i colleghi delle regioni Veneto,Lombardia, Emilia Romagna, maggiormente colpite dal COVID_19.

A tutti loro rivolgiamo la nostra vicinanza che sarà sicuramente tangibile nelle azioni.

Al contrario, oltre a gestire efficacemente l’emergenza contingente, dobbiamo quantomeno mettere le basi per una riorganizzazione della banca (e non fare le prove generali di chiusura sportelli come ci è parso si stia facendo), che tenga conto delle future necessità di bilancio e della futura probabile impossibilità di fatto a ristorare una situazione di bilancio drammatica, visti i macroscenari, in un contesto di mercato (target clientela BPB di fascia medio bassa) che vedrà aumentare i crediti ammalorati e l’impossibilità a gestire le difficoltà gestionali delle imprese nostre clienti (impieghi).

La burocratizzazione degli interventi adottati ed adottandi ha tutta l’aria di uno stratagemma permascherarne l’inefficienza delle soluzioni adottate.

L’unico modo per uscire dallo stallo è quindi dettare NOI una serie di provvedimenti da adottare immediatamente in mancanza dei quali dar corso a nuove denunce più circoscritte o e tuttoquant’altro nelle nostre possibilità e legittimità.

Ad esempio:

  1. Attuare appieno lo smart working anche consentendo ai colleghi di portare a casa i PC fissi, con gli opportuni adattamenti software.
  2. Effettuare la formazione in FAD, dal pc di casa, in alternativa alle ferie obbligatorie (smart-learnig).
  3. Porte chiuse nelle filiali e ricevimento solo su appuntamento e per questioni non rinviabili.
  4. Prevedere un pacchetto di giorni di permesso retribuito da utilizzarsi per l’aggiornamento del profilo formativo necessario al consolidamento professionale.
  5. Sanificazione degli ambienti fatta da ditte specializzate (e non da operatori improvvisati come in DG a Potenza)
  6. Recupero delle ferie 2020 già utilizzate per l’emergenza Coronavirus-19

La task-force dovrà così solo verificarne l’attuazione e/o affrontare situazioni impreviste. Questa banca continua a dichiararsi e a voler presentarsi come banca dei territori.

Che lo dimostri per davvero, almeno ora e subito.
L’ emergenza continua. Vi terremo costantemente informati.Bari, li 18 marzo 2020

Segreterie Coordinamento
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN Gruppo Banca Popolare di Bari

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