Segreterie Regionali e Territoriali di Torino e Piemonte: ai colleghi e alle colleghe della regione


Ai colleghi e alle colleghe della regione Piemonte

Torino, 24 marzo

Care colleghe, cari colleghi,

la situazione di emergenza che stiamo affrontando per la pandemia in atto è inedita nella sua gravità.
Il Governo, come sapete, ha varato ulteriori nuove misure restrittive per il contenimento della diffusione del contagio.
Le banche e le assicurazioni continuano ad essere identificate tra le attività essenziali, che devono rimanere aperte. Su questo, come Segreterie Regionali del Piemonte, formuliamo alcune osservazioni, da condividere con tutti voi:

– riteniamo che alcune attività e prestazioni offerte dalle banche e dalle assicurazioni siano da considerare “davvero essenziali”, non tutte. Pertanto abbiamo condiviso appieno la richiesta posta con forza dai nostri Segretari Nazionali nelle lettere dapprima ad Abi e alle altre controparti datoriali, e in seguito al Presidente del Consiglio, per la chiusura delle filiali per 15 giorni, richiesta respinta che ha comunque portato all’operatività delle banche su appuntamento e per operazioni strettamente necessarie e non differibili;

– riteniamo che le banche debbano essere molto chiare ed esplicite con la clientela nell’elencazione di quali operazioni possano ancora essere svolte allo sportello e molto chiare nella previsione di poter erogare il servizio soltanto su appuntamento, senza eccezione alcuna;

– pensiamo che i controlli che le Forze dell’Ordine svolgono sul territorio non debbano limitarsi soltanto a coloro che fanno “passeggiate” o la ormai famosa “corsetta”, ma debbano entrare nel merito delle dichiarazioni rilasciate dalle persone allorché si tratti della necessità di recarsi presso una filiale di banca o presso un’agenzia di assicurazioni: alla luce delle nuove misure del DPCM 22 marzo 2020, riteniamo non sia sufficiente dichiarare “devo recarmi in banca o in agenzia di assicurazioni” ma debba essere richiesto il nominativo con il quale è stato fissato l’appuntamento e, in ogni caso, una valutazione più ampia della reale necessità. Inoltre, occorrerà un presidio specifico delle forze dell’ordine in previsione del pagamento delle pensioni, che potrebbe portare notevoli difficoltà di gestione se non adeguatamente organizzato dalle aziende. Di tali aspetti provvederemo a fare specifica segnalazione e richiesta di intervento in tal senso al Prefetto di Torino ed ai prefetti delle altre province piemontesi nell’ambito dei tavoli permanenti di confronto OO.SS./Prefetture;

– registriamo con rammarico che il Presidente Conte non abbia ringraziato i colleghi e le colleghe del settore bancario ed assicurativo per il lavoro che continuano a svolgere in questa situazione di emergenza, un lavoro certamente non indispensabile, come lo è invece quello dei medici e del personale sanitario, ma è comunque un lavoro che ci espone a rischi enormi di contagio (il denaro è un veicolo notevole di trasmissione). Un ringraziamento ci avrebbe fatto piacere!

In questa situazione di emergenza nazionale che sino a qualche settimana fa non era nemmeno immaginabile, l’atteggiamento delle aziende non è stato univoco, vi sono state iniziative sicuramente positive e apprezzabili ma sono state adottate in ordine sparso senza alcun apparente coordinamento, spesso grazie all’incessante lavoro sindacale che stiamo portando avanti senza tregua (adozione di dispositivi sanitari, plexiglass, turnazioni nelle filiali, lavoro agile, formazione online da casa, riduzione orario di apertura, riduzione giorni di apertura, apertura solo ad un cliente per volta e su appuntamento). Serve invece, a nostro parere, uno sforzo di coordinamento e di sensibilità, a maggior ragione sul nostro territorio così fortemente colpito dal problema.

Siamo molto preoccupati del fatto che nella nostra Regione ci sia un approccio decisamente meno diffuso nel controllo con tamponi a coloro che potrebbero essere stati contagiati perché venuti a contatto con persone positive (i tamponi ci risulta vengano fatti soltanto ai casi che presentano i sintomi più gravi), a differenza di altre regioni come il Veneto e l’Emilia Romagna. Tutto ciò potrebbe portare nel nostro settore, come in altri che continuano ad essere operativi, ad agevolare la diffusione del contagio. Crediamo pertanto che le banche debbano mettere in quarantena tutti i dipendenti che siano stati a contatto con colleghi potenzialmente “contagiati”, se non viene accertata la negatività tramite tampone.
Quello che si verifica oggi è l’esatta inversione: presunzione di non contagio anche se ad esempio ho un genitore che è risultato positivo. Questo è inaccettabile!! Non possiamo procedere con la quarantena del singolo collega che ha un familiare positivo, sanificare la filiale e riaprire con gli altri colleghi che a loro volta potrebbero essere stati contagiati in precedenza, diventerebbe tutto inutile…

Chiediamo inoltre alle aziende (quelle a dimensione territoriale) di fare uno sforzo ulteriore anche dal punto di vista organizzativo e della gestione delle assenze dei colleghi, partendo dal presupposto che ci troviamo in una situazione davvero inedita. Non è il momento di creare tensioni e differenziazioni tra i colleghi, tra chi lavora nelle filiali e tra chi lavora negli uffici centrali, tra chi può lavorare in smart working e chi si sente, invece, in trincea perché si trova a svolgere operazioni che spesso sono operazioni banali e sicuramente differibili. Chiediamo in particolare alle aziende locali, ma anche alle altre, di gestire in modo coordinato con il sindacato il tema dell’utilizzo di permessi retribuiti, da raccordare con le norme introdotte dal Decreto Cura Italia e di non forzare sull’utilizzo delle ferie 2020 da maturare.

Siamo consapevoli del momento di difficoltà che tutti assieme stiamo cercando di gestire, ma non possiamo essere permissivi, ne va della nostra salute. Pertanto le Segreterie Regionali delle scriventi OO.SS. sottoscrivono con forza quanto dichiarato ieri dalle Segreterie Nazionali riguardo la possibilità di avviare una fase di mobilitazione unitaria della categoria.

Per mantenere alto il livello di attenzione sul nostro territorio vi chiediamo di continuare a segnalarci eventuali mancanze di:
– mascherine, guanti, disinfettanti
– pulizie accurate/potenziate e sanificazione degli ambienti di lavoro
– paratie in plexiglass
– mancato rispetto della distanza minima di sicurezza
– mancato rispetto dell’obbligo da parte di colleghi/clienti di non recarsi in filiale in caso di manifestazioni di sintomi, anche lievi
– comunicazioni chiare alla clientela relative alle operazioni che possono essere effettuate previo appuntamento

Le attività bancarie, finanziarie e assicurative sono essenziali… purché svolte in condizioni di sicurezza? Bene! Allora procederemo per il territorio di nostra competenza con tutte le iniziative, le segnalazioni allo Spresal e ai Prefetti, le eventuali denunce agli organi competenti affinché queste condizioni di sicurezza siano effettive e non solo dichiarate.

Il sindacato è più che mai unito !!!

#insiemecelafaremo

Cari clienti, il sindacato è attento anche a voi!
#inbancaseserve
#iorestoacasa

Segreterie REGIONALI e Territoriali Torino e Piemonte
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN