Intesa Sanpaolo: punto di vista del Coordinamento di Brescia sullo allo sciopero

GRUPPO INTESA SANPAOLO

 

Il punto di vista del Coordinamento di Brescia relativamente allo sciopero

 

Ci siamo confrontati come Sas aziendale IntesaSanpaolo Brescia e vogliamo condividere con tutto il gruppo dirigente della Fisac Cgil del Gruppo.
Alla luce di quanto fatto dalle banche nel corso di questo mese e, allargando lo sguardo, a tutto il sistema economico, riteniamo grave che Confindustria cerchi di non limitare la produzione anche nelle zone devastate come Brescia e Bergamo e che chi governa la Lombardia rimpalli al Governo centrale decisioni che possono essere prese in regione; in questo contesto pensiamo si dovrebbe, e si sarebbe dovuto, spiegare meglio la funzione del lavoro in banca indicando con precisione cosa è necessario a famiglie ed imprese; in una condizione di connessione importante come quella economica che caratterizza il nostro lavoro risulterebbe incomprensibile una chiusura del nostro settore a prescindere dal contesto generale.
Non tacendo i problemi che i lavoratori in banca devono affrontare tutti i giorni emergono tre punti di caduta: il primo la mancata, anche se non generalizzata, consegna dei DPI ormai in grave ritardo in tante filiali a contatto col pubblico; il secondo, la mancanza di un decalogo che indichi le operazioni indispensabili e indifferibili a valere per tutto il settore; il terzo una indicazione chiara e ultimativa, anche qui tardiva, sulla gestione degli accessi con porte chiuse e tenute sempre in manuale. Quindi se da un lato uno sciopero generale di tutte le categorie vedrebbe argomenti, per tutti, legati alla sicurezza dovrebbe certamente colmare il limite di una comunicazione troppo generalizzata nelle nostre provincie la situazione NON è paragonabile a quella italiana; dall’altro lato, a prescindere dallo sciopero, vanno informati tutti ed il più possibile, sulle utilità del lavoro delle persone in banca, sui rischi e anche sul fatto che alcune operazioni, tipo quelle speculative finanziarie sui patrimoni, NON sono indispensabili.