Relazione del Governatore della Banca d’Italia – 31 marzo 2020

Signori Partecipanti, il Paese, l’Europa, il mondo intero condividono ansia e difficoltà nell’affrontare una sfida straordinaria. La repentina diffusione del nuovo coronavirus (Covid-19), oltre a minacciare gravemente la salute della popolazione e a mettere sotto estrema pressione i sistemi sanitari, ha sconvolto le nostre abitudini di vita, i processi di lavoro, il funzionamento delle scuole e delle università; l’impatto sul sistema economico-finanziario sarà di proporzioni molto ampie e profonde.

Nell’ambito delle proprie funzioni e di concerto con le altre istituzioni nazionali, la Banca d’Italia ha intrapreso le azioni necessarie per contenere le ricadute economiche della pandemia. Avendo come priorità assoluta la salute di tutto il personale, continuiamo a garantire la fornitura dei servizi essenziali alla collettività.

Nelle Considerazioni finali svolte il 31 maggio scorso ho ricordato gli avvicendamenti nella compagine del Direttorio che hanno avuto luogo nel 2019: la nomina di Fabio Panetta a Direttore Generale, la conferma di Luigi Federico Signorini come Vice Direttore Generale e la designazione nella stessa carica di Alessandra Perrazzelli e di Daniele Franco. Desidero ancora ringraziare Salvatore Rossi e Valeria Sannucci per il servizio a lungo prestato in Banca d’Italia, da ultimo come Direttore Generale e Vice Direttrice Generale: l’Istituto ne ha tratto grande beneficio.

Dal 1° gennaio di quest’anno la composizione del Direttorio è ulteriormente cambiata: a Fabio Panetta, nominato membro del Comitato Esecutivo della Banca centrale europea (BCE) e al quale anche vanno, con gli auguri per il nuovo importante incarico, i nostri ringraziamenti, è succeduto come Direttore Generale Daniele Franco; Piero Cipollone, già Funzionario Generale con l’incarico di alta consulenza al Direttorio per l’organizzazione delle funzioni della Banca e le relazioni istituzionali, è stato nominato Vice Direttore Generale.

Nell’ultimo anno è proseguito il processo di riallocazione del capitale della Banca. Dall’avvio della riforma dell’assetto proprietario (legge 29 gennaio 2014, n. 5) è stato trasferito il 40,4 per cento del capitale, il 7 per cento dal

mese di marzo 2019. Degli attuali 143 partecipanti, 115 sono entrati dopo la legge di riforma (6 assicurazioni, 8 fondi pensione, 10 enti di previdenza, 29 fondazioni di matrice bancaria e 62 banche). Le quote in eccesso rispetto al limite del 3 per cento del capitale ammontano a un valore nominale di poco inferiore ai 2 miliardi di euro, a fronte di un capitale complessivo di 7,5 miliardi. Il valore nominale delle quote eccedenti era pari a 2,5 miliardi lo scorso anno e a 2,7 miliardi due anni fa.

L’auspicio della Banca è che la ridistribuzione delle quote entro i limiti previsti dalla legge prosegua a un ritmo sostenuto, in quanto l’ampliamento della compagine dei partecipanti è tra le finalità della riforma. A nome del Consiglio superiore e del Direttorio colgo l’occasione per rivolgere un saluto a coloro che sono entrati nel capitale della Banca, anche se non partecipano fisicamente, nella giornata odierna, all’Assemblea.

Il bilancio sottoposto oggi alla vostra approvazione presenta un utile netto di 8,2 miliardi di euro, 2 miliardi in più rispetto al precedente esercizio. Si tratta del risultato più elevato mai raggiunto nella storia dell’Istituto.

Dopo quattro anni di continua espansione, il totale di bilancio della Banca d’Italia, analogamente a quello dell’Eurosistema, registra una modesta flessione legata alla riduzione delle attività di politica monetaria. La dimensione del bilancio continua a essere rilevante: pari a quasi 1.000 miliardi, dalla fine del 2014 è aumentata di oltre l’80 per cento. Ciò si è riflesso in un significativo incremento della redditività, che in parte è stata destinata ad alimentare i presidi a fronte dei rischi. Negli ultimi cinque anni, il risultato lordo – prima delle imposte e degli accantonamenti – è stato complessivamente pari a 41 miliardi. L’importo cumulato riconosciuto allo Stato – considerando anche la proposta di riparto sottoposta alla vostra approvazione – raggiunge i 21 miliardi, oltre ad imposte di competenza per 6 miliardi.

La redditività futura dipenderà dall’andamento dei mercati finanziari, dalla rischiosità delle attività nonché dalle misure di politica monetaria che verranno adottate in seno al Consiglio direttivo della BCE. Il futuro prossimo sarà fortemente condizionato dal modo in cui l’Italia e l’Europa sapranno affrontare l’emergenza, prima di tutto sul piano sanitario, poi su quello economico-finanziario.

Stiamo seguendo da vicino gli sviluppi e le implicazioni della pandemia per l’economia, la stabilità dei prezzi, le condizioni degli intermediari e l’andamento dei mercati finanziari. Abbiamo varato un articolato insieme di misure volte a garantire ampie disponibilità liquide a tutti i settori dell’economia, contrastare i rischi di segmentazione finanziaria su base nazionale e assicurare quindi la più efficace trasmissione delle decisioni politica monetaria.

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