Fisac Milano e Lombardia: non ci sono le condizioni per distribuire dividendi


La BCE, la Banca d’Italia e l’Ivass hanno ragione:
oggi non ci sono le condizioni per distribuire dividendi!

La pandemia determinata dal COVID-19 ha già inciso in profondità sulla vita delle persone, nel nostro Paese e a livello globale. Impone uno sforzo immediato per contrastare il tracollo socio-economico conseguente al blocco delle attività produttive e un ripensamento di molte strategie di politica economica che hanno dominato gli ultimi decenni, a partire dalla necessità di un massiccio investimento di risorse nel sistema sanitario nazionale.
La necessità di risorse pubbliche senza precedenti per frenare l’emergenza e poi ripartire rapidamente è risultata talmente stringente da determinare la sospensione del patto di stabilità nell’Unione Europea: cosa non sufficiente, ma condizione per ulteriori interventi di scala europea, su cui si registrano imperdonabili ritardi e tentennamenti.
Anche il sistema finanziario verrà profondamente colpito da questo evento. Per questo infatti è già stato oggetto di numerosi interventi pubblici, a partire dalla messa a disposizione di liquidità da parte delle banche centrali.

In questa situazione, in cui a tutti i livelli, personale, di comunità, di istituzioni pubbliche, di lavoratori impegnati in servizi essenziali, sono richiesti sforzi – che non si fa fatica a definire senza precedenti storici – è decisivo che tutti gli attori economici mettano in campo comportamenti all’altezza della situazione. Occorre pensare alle necessità più a lungo termine del Paese e non alle performance di breve periodo.

In questo senso, accogliamo con favore la raccomandazione della BCE, della Banca d’Italia e dell’Ivass rivolta alle banche e alle assicurazioni di non distribuire dividendi o porre in atto operazioni di buy back azionario per gli esercizi finanziari 2019 e 2020, invito che andrebbe esteso a tutto il comparto finanziario e assicurativo.

Gli utili delle banche costituiranno una leva per la crescita del credito nei prossimi mesi, assieme alla politica monetaria e fiscale che dovranno intervenire per rimediare alle catastrofiche conseguenze della pandemia. Così per le assicurazioni sarà necessario tenere sotto controllo i requisiti patrimoniali e assumere comportamenti prudenziali.

L’ossessione per i risultati di breve termine, sintetizzati nell’andamento azionario del titolo, ha causato profondi danni al sistema finanziario a livello mondiale, come la crisi del 2008 ha dimostrato in maniera deflagrante. La regolamentazione successiva alla crisi ha provato a porre rimedio alla situazione, seppure i cambiamenti imposti alle banche non siano stati tali da cambiare il panorama finanziario.L’occasione del 2008 è stata così almeno parzialmente persa. Auspichiamo che questa drammatica emergenza internazionale possa spingere anche a un ripensamento di alcuni aspetti di fondo del sistema finanziario. A partire dall’idea che per una banca sia più importante remunerare gli azionisti che servire il Paese.

LE SEGRETERIE FISAC-CGIL MILANO E LOMBARDIA

 

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