BCC: Primo incontro della Commissione nazionale sicurezza del Credito Cooperativo

Emergenza Coronavirus:

Primo incontro della Commissione nazionale sicurezza del Credito Cooperativo (Protocollo del 24 marzo 2020)

Gentile collega,

in previsione dell’incontro della Commissione nazionale sicurezza della nostra Categoria previsto per giorno Venerdì 3 aprile u.s., in stretta collaborazione con le nostre Rappresentanze Sindacali Aziendali, i nostri Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e le strutture territoriali Fisac-CGIL, ci siamo adoperati per reperire tutte le informazioni relative alle reali misure di sicurezza adottate nelle Banche e nelle Società del Credito Cooperativo al tempo del COVID-19.

Dalla nostra analisi, indubbiamente parziale, è emerso però che:

  • soltanto in 1/3 delle aziende risultano costituiti i “Comitati aziendali” (già previsti all’art. 13 del Protocollo interconfederale del 14 marzo 2020, e confermati nel Protocollo del Credito Cooperativo del 24 marzo)
  • le maggiori criticità si riscontrano:
    • nella dotazione di mascherine (spesso non conformi alle norme e non sufficienti per assicurarne il cambio frequente)
    • nella concreta possibilità del mantenimento della distanza minima di sicurezza di 1 mt
    • nella certezza di pulizie frequenti e sanificazioni periodiche adeguate
    • nella gestione delle assenze “imposte” da alcune aziende che chiedono alle lavoratrici ed ai lavoratori, senza alcuna formalizzazione peraltro, di fare ricorso anche alle ferie 2020

Il quadro che la parte datoriale fornisce, sicuramente più completo per numero di aziende interpellate per tramite dei Gruppi e che non vogliamo assolutamente mettere in dubbio, risulta però decisamente più roseo e, fermo restando il ns riconoscimento all’impegno che tutti stanno mettendo per la messa in sicurezza ed il contrasto alla diffusione del virus nei nostri luoghi di lavoro, non vorremmo fossero trascurati neanche gli aspetti apparentemente residuali che, se trascurati, sarebbero comunque pericolosi. 

Ci preoccupa anche apprendere che, rispetto ai Comitati aziendali, da parte datoriale si accetti l’impostazione di qualcuno che vorrebbe ricondurli ad “organismi sindacali” che non prevedano la partecipazione dell’azienda (cosa che è addirittura una contraddizione in termini rispetto anche al solo nome “Comitati aziendali”) che si ritaglierebbe il solo ruolo di recepirne le eventuali istanze. Se così fosse, allora già esistono gli organi competenti pronti a recepire le istanze di RLS e strutture di OOSS….

Stante il protrarsi dell’emergenza, sembra di percepire da parte di alcuni la tendenza a voler tornare, per motivi diversi, alla “normalità” lavorativa; noi siamo consapevoli di tutte le necessità, aziendali e dei singoli (che pure comprendiamo), ma siamo anche certi del fatto che non è questo il momento di abbassare la guardia e restiamo dell’idea che LA SALUTE VIENE PRIMA DI TUTTO!

Si torni pure sui luoghi di lavoro ma solo se le condizioni di sicurezza lo consentono.

 

Da ultimo informiamo che le Segreterie nazionali delle OOSS hanno ricevuto da Federcasse una convocazione per la mattinata di sabato 4 aprile 2020 per un confronto finalizzato alla definizione di un “accordo quadro” nazionale per il ricorso alle prestazioni ordinarie in caso di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa.

Opzione questa che potrebbe risultare anche necessaria se non fosse in netta contraddizione con il messaggio che sembrerebbe oggi arrivare da più aziende di necessità di ritorno ad una pseudo-normalità.

 

RESTIAMO DISTANTI MA NESSUNO DEVE RESTARE DA SOLO

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