Anpal Servizi: comunicato Fisac-Cgil per la stabilizzzione dei lavoratori

In merito all’audizione del 16 aprile 2020 del presidente di Anpal Mimmo Parisi di fronte alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, le RSA FISAC e NIDIL CGIL di Anpal Servizi ci tengono a sottolineare, in modo netto, quanto segue.

Il presidente Parisi vuole ascriversi il merito di stabilizzare il precariato storico di Anpal Servizi (654 colleghi tra dipendenti a tempo determinato e collaboratori) in virtù di un piano industriale che è al vaglio delle Regioni e che sarebbe in via di approvazione.

In realtà è stata una legge dello Stato, la L. 128/2019, che ha dato il preciso mandato all’Azienda di “procedere ad assunzioni a tempo indeterminato di tutto il personale che ha prestato servizio con contratto a tempo determinato” e “nel triennio 2019-2021 bandire specifiche procedure concorsuali per l’assunzione di tutti i lavoratori a tempo indeterminato per il personale che abbia maturato entro il 1° gennaio 2019 specifiche esperienze professionali presso la stessa ANPAL Servizi e presso Italia Lavoro con contratto di collaborazione”.

Tale risultato è stato possibile solo dopo una intensa e faticosa mobilitazione condotta dalle Organizzazioni Sindacali con tutti i lavoratori di Anpal Servizi, le cui rivendicazioni sono state accolte dai parlamentari e dal governo. Si ricorda infatti che la proposta iniziale dell’azienda era quella di stabilizzare una ventina di lavoratori a tempo determinato. Dopo un anno di lotta sindacale e dopo due interventi normativi si è potuto siglare l’accordo tra Azienda e parti sociali del 13 febbraio 2020, che ha delineato le modalità effettive di assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori dipendenti e le procedure per i collaboratori finalizzate al completo assorbimento di tutto il precariato storico dell’azienda.

Il CDA di ANPAL, nella seduta del 26 marzo u.s, ha stabilito di rinviare l’approvazione del Piano industriale di Anpal Servizi ma ha contestualmente dato mandato all’azienda di procedere con le stabilizzazioni dei precari al fine di garantire la piena attuazione dell’accordo del 13 febbraio 2020.

Tale scelta, in ossequio alla norma approvata dal Parlamento, conferma che non vi è necessità di approvazione di alcun piano industriale per poter procedere con le stabilizzazioni.

Riteniamo quindi fondamentale in questo momento dare piena attuazione all’intero processo di stabilizzazione, sia dei lavoratori a tempo determinato che in collaborazione, per essere nel più breve tempo possibile pronti a realizzare tutti gli interventi necessari per la gestione delle attività connesse alla grave crisi economica in corso. I contenuti del Piano Industriale saranno poi definiti quando si avrà una chiara strategia da mettere in campo per affrontare la grave crisi occupazionale.