Dipartimento Sostenibilità e RSI: i rischi ambientali

La quindicesima edizione del Global Risk Report del Word Economic Forum (stilata da un panel di oltre 750 esperti e Decision maker globali) dichiara che in un orizzonte temporale relativo ai prossimi dieci anni, i cinque rischi più probabili per l’economia mondiale sono tutti legati all’ambiente ed alla sua mancata salvaguardia.

I CINQUE RISCHI DICHIARATI SONO:

  • Le condizioni climatiche estreme;
  • Il rischio del fallimento nell’azione a difesa del Clima da parte di Governi ed Imprese;
  • I disastri naturali (terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche…);
  • La perdita della Biodiversità;
  • Le catastrofi causate dall’azione umana ( contaminazioni radioattive, fuoriuscite di petrolio…);

I rischi legati all’ambiente sono comparsi nella Top 5 globale nel 2011 e dal 2017 le condizioni estreme sono percepite come la primaria preoccupazione per il futuro, ma solo da quest’anno tutti i cinque primi posti vengono occupati dai rischi legati al Clima, con l’Ambiente in cima anche alla classifica dei rischi globali in termini di impatto, con tre minacce su cinque legate ai cambiamenti climatici.

I dati confermano che la Natura sconvolta aveva iniziato a presentare il suo conto già da tempo, basti pensare che i vari Paesi hanno dovuto pagare danni per complessivi 168miliardi di dollari solo nel 2018, con un aumento dell’emergenza ambientale che cresce anno dopo anno. La popolazione mondiale umana rappresenta solo lo 0,01% della vita sul nostro Pianeta, ma con la sua azione ha portato alla scomparsa 83% dei mammiferi selvatici e di metà di tutte le piante con un tasso di estinzione oggi al livello massimo.

A fine 2019 il Segretario Generale dell’Onu avvisava che era vicino il punto di non ritorno. Qualche passo in avanti è stato compiuto come, per es., il Green New Deal redatto dalla Commissione Europea, che si prefigge l’obbiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Gli esperti, però, avvertono che il piano va nella direzione giusta ma occorrerebbe un orizzonte di più breve termine ed un’azione che non sia limitata ad una sola area del mondo in quanto un’emergenza globale necessita di una risposta globale.

Cresce la consapevolezza tra i vertici delle Istituzioni internazionali e delle Banche centrali che stanno mettendo a punto le giuste contromisure, ma spesso sono proprio i singoli Governi che si tirano indietro, vedasi il fallimento della Conferenza Mondiale sul Clima Cop 25 organizzata dall’Onu a Madrid nel dicembre dello scorso anno.

Il 2020 è un anno fondamentale per mettere in atto decisivi cambiamenti. Occorre dialogo, azioni coordinate e condivisione dei rischi invece della polarizzazione e dell’unilateralismo. I prossimi anni saranno quelli della resilienza per trasformare i rischi ambientali in opportunità sociali, politiche ed economiche.

La pandemia da Covid19, purtroppo, ci insegna drammaticamente che non c’è futuro in nessun ambito se non ci sarà un futuro di Sostenibilità Ambientale.

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