Dip. Salute e Sicurezza CHECK LIST COVID 19, alcuni risultati e considerazioni sulle risposte pervenute

Il Dipartimento Salute e Sicurezza della Fisac Nazionale ha chiesto nei giorni di scorsi a Rsa/Rls e Dirigenti Sindacali di compilare una Check List che consentisse di fotografare l’applicazione delle misure di prevenzione, legali e contrattuali, del contagio da Covid 19 nelle aziende dei nostri settori.

Sono state compilati 328 check list e per questo prezioso contributo Vi ringraziamo.

Il 70% delle risposte è arrivato dal settore Banche , il 16,5% dalle Assicurazioni e il restante si divide tra BCC, Riscossione, Appalto e Banca d’Italia.

La prevenzione si articola sostanzialmente in due filoni: 

  1. misure volte a diminuire la presenza di persone sul posto di lavoro 
  2. misure volte a limitare le possibilità di contagio tra le persone presenti in sede.

Sul primo versante il 94% dei rispondenti ha dichiarato che nella propria realtà è stato favorito lo smart working, il 70% registra la presenza di turnazioni e il 50% l’attivazione di formazione a distanza. 

Il 45% dei rispondenti ha indicato la presenza di permessi retribuiti nella propria realtà.

Sospese trasferte, attività formative e riunioni in presenza praticamente nella totalità dei casi. 

Dall’analisi dei risultati aggregati registriamo inoltre come di fatto in tutto il settore ABI viene applicato l’accordo nazionale che prevede l’ingresso dei clienti solo previo appuntamento , cosa che invece non si verifica sempre negli altri settori, assicurativo in primis.

Registriamo anche che in oltre l’80% dei casi sono stati sospesi gli appuntamenti a fini commerciali, resiste una quota del 17% denunciata principalmente dagli Rsa rispondenti alla check list.

Sul secondo versante e cioè le misure finalizzate a diminuire il contagio tra le persone presenti sul posto di lavoro, si registrano  invece le maggiori criticità.

Nella maggior parte dei casi la sanificazione degli ambienti  viene fatta solo nei casi previsti dalla legge e non come prevenzione.

Le affissioni di regole e protocolli  non sono ben visibili/facilmente leggibili nel 78% dei casi, mentre si registra un  67% che dichiara l’impossibilità di avere riscontro del materiale consegnato ad personam. 

Tra il materiale consegnato sembra ormai onnipresente il gel, mentre per guanti, mascherine e plexiglas la situazione varia da azienda a azienda e anche da un territorio all’altro , risultando nel complesso insufficiente probabilmente anche a causa delle difficoltà a reperire i DPI, in particolar modo le mascherine.

Un terzo dei rispondenti trova le protezioni consegnate non idonee alla persona o alla mansione del lavoratore e resta un 17% che dichiara non previsto un protocollo nel caso di contagi o situazioni a rischio.

Complessivamente quindi il settore ha messo in campo diverse e importanti misure volte a diminuire la presenza di lavoratori e clienti negli uffici, mentre la nostra attenzione dovrebbe ora rivolgersi nel monitorare e migliorare l’applicazione di misure volte a prevenire il contagio per chi si trova al lavoro, fattore ancor più decisivo in previsione della cosidettà  “Fase 2” che inizierà il 4 maggio.

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