Incontro del 6 Maggio – E’ necessario procedere con cautela

L’incontro che si è svolto ieri tra la Banca e le Organizzazioni Sindacali è stato molto ricco di argomenti e interventi.

In premessa l’Amministrazione ha inteso trattare il tema dell’avvio della fase due nella nostra Istituzione.

Per la Banca è necessario ragionare su due aspetti.

–   Sotto l’aspetto sanitario e organizzativo, il punto di partenza è il recente DPCM del 26 aprile, che ha dato avvio alla fase due nel Paese, con particolare riferimento al protocollo ad esso allegato, stilato dal Governo e dalle principali Organizzazioni Sindacali a livello    nazionale – CGIL, CISL e UIL – e che la Banca intende recepire.

L’intenzione è quella di definire in breve tempo protocolli – sentite le OO.SS. e i Rappresentati dei Lavoratori per la Sicurezza – da allegare ai Documenti di valutazione dei rischi di ciascuna realtà. Si dovrebbe pervenire alla definizione di tre protocolli: uno per il Servizio Banconote, uno per le STC e uno per le altre strutture.

A breve la Banca invierà tali protocolli alle OO.SS. per ricevere commenti, con apertura a eventuali possibilità di arricchimento.

Facendo riferimento al citato Decreto, la Delegazione aziendale ha inoltre aperto alla possibilità di creare appositi Comitati, costituiti da Banca, OO.SS. e RLS, per monitorare tutti gli aspetti sanitari relativi all’attività lavorativa.

–     Sotto l’aspetto relativo alla gestione del rientro in presenza del personale, l’Amministrazione ha voluto ribadire che la tempistica sarà molto diluita nel tempo. Come suggerisce il legislatore, il lavoro agile rimane la modalità ordinaria di prestazione per la gran parte del personale.

Tuttavia, sempre secondo la Banca, sarà necessario a breve disporre il rientro di alcuni settori che si occupano di attività non delocalizzabili, che sono state finora in gran parte sospese o che comunque subiscono un deterioramento nel tempo senza lavorazioni in presenza. Prevalentemente si tratta delle attività svolte a BAN, nelle STC, nei GSP, in alcune divisioni di Cassa Generale e in alcune realtà come AGE (dove si realizzano le stampe delle pubblicazioni).

Inoltre potrebbe essere necessario in alcuni momenti un richiamo all’attività in presenza di personale, anche per periodi limitati, secondo necessità.

In ogni caso la Delegazione aziendale ha affermato che l’attuale percentuale di personale in delocalizzato non può perdurare all’infinito e che, pertanto, occorrerà iniziare a pensare e a discutere sui possibili criteri di “ripopolamento” degli uffici. Su questo la Banca è disponibile a redigere un altro documento, accanto ai protocolli sanitari, che costituisca una guideline per il futuro, tenendo conto anche di criteri di tutela da definire (salute, necessità familiari, ecc…).

La Fisac Cgil ha espresso alcune osservazioni.

–     Il protocollo da definire non deve essere solo improntato sulla sicurezza rispetto al momento attuale ma deve rimanere un valido riferimento, per ora e per l’avvenire, per casi di emergenza, anche sotto il profilo organizzativo. Ad esempio, è necessario intensificare la formazione del personale che svolge attività non delocalizzabili, in modo da accrescerne l’impiegabilità in altre mansioni, consentendo un equo trattamento rispetto ai colleghi che possono lavorare da remoto.

–     Occorre dare certezze ai colleghi sull’orizzonte temporale a cui la Banca fa riferimento per i possibili rientri, sia per quelli più imminenti, sia per quelli collocati più lontano nel futuro. A tal proposito abbiamo, come altre OO.SS., chiesto alla Banca di prorogare fino a settembre inoltrato la previsione di utilizzo del lavoro da remoto.  Rimaniamo in attesa di notizie su come siano andate queste settimane e su quali siano le funzioni che stanno andando in affanno.

–     E’ necessario prevedere protocolli specifici per alcune realtà, analogamente a quanto fatto per il Servizio BAN, come per i colleghi che lavorano nei GSP o al centro stampa AGE. Su questo abbiamo fatto presente come, per coloro che curano le attività di pre-stampa e quelle assimilabili, il delocalizzato non sembri la modalità migliore per lo svolgimento delle prestazioni, mentre sarebbe più opportuna la modalità off-site e su turni. Crediamo importante evidenziare ancora come, all’interno delle Filiali, i colleghi assegnati ai GSP abbiano continuato a svolgere il proprio lavoro in presenza durante tutta l’emergenza. Riteniamo che la Banca debba dar luogo, con urgenza, a un’ampia informatizzazione di processi attualmente non dematerializzabili  ma che, se adeguatamente ripensati, potrebbero essere svolti da remoto.

–     Sulle Filiali STC, dopo che l’Amministrazione ha preannunciato l’intenzione di accelerare le attività di competenza, indicando il 18 maggio come possibile data di ritorno al lavoro sul doppio sfalsamento e abbandono della logica degli “split team”, abbiamo chiesto una più approfondita riflessione. Si tratta infatti di realtà lavorative simili ma allo stesso tempo diverse tra loro, sia per l’ubicazione territoriale, sia per il modo in cui hanno vissuto gli ultimi due mesi sotto il profilo produttivo, che le ha viste subire da un lato la territorialità della pandemia e dall’altro notevoli sacrifici di sovraccarico lavorativo. Ribadiamo che la data preannunciata sarebbe, secondo questa O.S., un enorme errore che, se dettato da una voglia improvvisa di normalità, ci potrebbe costare caro.

Abbiamo anche chiesto chiarimenti su ulteriori questioni.

–     Previsioni e piani per la riapertura del centro sportivo, dei centri estivi e delle scuole: su questo al Banca è in attesa di valutare l’evolversi delle disposizioni esterne, anche a livello regionale, nonché di studiare elementi tecnici, come gli indici di affollamento.

Mentre le attività al chiuso del centro sportivo non possono aver luogo, potrebbe essere possibile riaprire per l’utilizzo degli spazi esterni: questo renderebbe pensabile prevedere le attività dei centri estivi, secondo regole da definire;

–     previsioni sulla distribuzione di cestini caldi in tutte le mense della realtà romana e possibile riapertura delle mense: su questo siamo in attesa di risposta;

–    valutazione dell’opportunità di lasciare nelle disponibilità del CASC le somme stanziate sul Titolo I, che probabilmente non verranno spese a causa dell’emergenza attuale – con particolare riferimento ai contributi climatici – e che tornerebbero nelle disponibilità della Banca con l’avvio del nuovo welfare aziendale e del nuovo Casc. Su queste il Consiglio direttivo è pronto a definire altre destinazioni, a favore dei colleghi, anche per far fronte alle necessità nate con l’emergenza Covid-19. La Banca farà una riflessione in merito.

Infine, ci teniamo a fare alcune considerazioni.

Il rientro in presenza dei colleghi non è solo una questione interna ma collettiva: riversare sul sistema la stessa mobilità precedente l’epidemia è rischioso per il Paese.

La possibilità di lavorare in delocalizzato è invece una condizione che va incontro, al momento, alle esigenze del Paese stesso.

Tuttavia, riteniamo opportuno definire meglio le caratteristiche del lavoro in remoto che, evidentemente, non rispecchia quelle del delocalizzato previsto da regolamento e che pertanto richiede di definire le necessarie tutele per i lavoratori.

È necessario anche iniziare a immaginare la fase successiva, ovunque collocata nel tempo, di ritorno alla normalità, traendo spunti da questa situazione.

Considerando, ad esempio, la volontà di molti di rientrare in presenza e contemperandola con le esigenze di chi invece ha visto migliorare la propria vita e le proprie prestazioni col lavoro da remoto: torniamo a dire che per fare questo è necessario riaprire al più presto il confronto sull’orario di lavoro, magari attraverso le riunioni dell’Osservatorio.

Riteniamo inoltre che anche gli altri temi lasciati in sospeso, necessitino della riapertura del confronto.

Infine, è opportuno che la Banca assuma un comportamento più corretto verso le OO.SS, evitando comportamenti quali quelli registrati nelle ultime settimane, nelle quali a fronte dell’impegno preso dalla Delegazione aziendale a procedere con cautela e previo confronto sindacale, all’eventuale ripristino dell’attività ordinaria, diverse strutture hanno effettuato “fughe in avanti” avviando un – non proprio graduale – rientro del personale in ufficio (ad esempio alcune strutture del servizio Cassa Generale, primo fra tutti il “settore falsi e danneggiati”).

Roma, 7 maggio 2020

La Segreteria Nazionale