Novara / Verbania: metà del personale, il doppio del lavoro


Anche il settore del credito e delle assicurazioni sono stati inseriti fra quei servizi “essenziali” che dovevano rimanere sempre operativi in piena pandemia. I DPI sono arrivati, dopo nostre reiterate richieste e solleciti, a fine marzo se non ad aprile. Sono state predisposte turnazioni, alcuni dipendenti hanno cominciato ad essere contagiati dal virus, alcune agenzie piccole sono state temporaneamente chiuse per l’impossibilità di garantirne l’apertura in sicurezza.

In pratica, ci si è trovati con il 50% e anche meno, del personale ad affrontare contemporaneamente:

  • flussi di clientela, con accessi su appuntamento, nel rispetto delle norme e delle priorità delle operazioni da effettuare;
  • incremento esponenziale delle telefonate a cui non è stato, oggettivamente possibile, in diversi casi, dare risposte perché chi c’era era già impegnato con altri clienti;
  • incremento delle consulenze per supportare le richieste di utilizzo dell’internetbanking e problematiche annesse/connesse;
  • criticità e volatilità dei mercati, borse che colavano a picco, e necessità di “presidiare” il risparmio senza effettuare operazioni che potessero incrementare le perdite di valore dei portafogli che già si registravano;
  • Una richiesta straordinaria di liquidità da parte di lavoratrici, lavoratori di tutti i settori con le pratiche di “anticipo” CIG-CIGD-FIS e da parte del sistema produttivo, l’arrivo di migliaia di pratiche di finanziamento, dai 25.000 € ai milioni di euro – garantiti dallo Stato, come da decreti.

A questo proposito, considerato che ci sono state interviste ad imprenditori che lamentavano i ritardi nell’arrivo della liquidità, precisiamo che le banche sono società per azioni ed hanno tutto l’interesse a concedere prestiti a privati e aziende.

Le richieste di anticipi ed erogazione liquidità, anche se spesso con dati mancanti o errati, sono in lavorazione ma, dato il contesto, fare annunci di disponibilità in 24/72 ore risulta essere fuori dalla realtà e, ammesso che l’intento sia quello di rassicurare, ingenera nelle persone aspettative che non possono essere soddisfatte alimentando tensioni nei confronti dei bancari tipo quelle che poi sono sfociate, purtroppo, in episodi assurti a livello di cronaca.

Noi dipendenti ci rendiamo ben conto della necessità di ampliare le maglie del credito ma permangono le responsabilità civili, penali ed economiche in caso di errori e/o manchevolezze. Alcune aziende si sono organizzate con “task-forces” prendendo lavoratori da altre mansioni econ la necessità di formarli. Altre forse, di dimensioni diverse, non sono riuscite ariconvertire altro personale, formandolo. Perché erogare credito non è come prestare 50 € ad un amico: una pacca sulla spalla e via…

Per il comparto agenzie assicurative in appalto abbiamo ricevuto svariate comunicazioni di richiesta utilizzo FIS, CIGD. La situazione è difficile anche qui, con numerosi dipendenti a casa in un contesto di alta presenza femminile e anche situazioni di monoreddito con figli a carico. Il tutto aggravato dalla presenza di agenti che applicano un contratto di lavoro peggiorativo rispetto a quello unitariamente sottoscritto il 18/12/17 da ANAPA e Fisac-Cgil, First-Cisl, FNA e Uilca che sono le organizzazioni sindacali più rappresentative del settore.

Ciò crea vertenzialità e un inaccettabile dumping sociale ed economico fra agenti e lavoratori. In merito all’utilizzo degli ammortizzatori, da parte ns. vigileremo sulla corretta applicazione delle norme che prevedono il divieto di licenziamento per “giustificato motivo oggettivo” e il puntuale rientro lavorativo al termine del periodo di Cassa integrazione.

Novara-Verbania, 10 giugno 2020

Segreteria Fisac Cgil di Novara e V.C.O.

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