Intesa Sanpaolo Sardegna: verso una nuova normalità?

dal sito Fisac Intesa Sanpaolo
9 luglio 2020


I giorni 2 e 3 luglio abbiamo saggiato una nuova modalità di svolgimento delle assemblee dei lavoratori, quattro appuntamenti via Skype che hanno raggiunto i colleghi delle diverse realtà cagliaritane, Direzione d’Area, Imprese, FOL, lavoratori delle filiali della città.

Vi ringraziamo tutti per la partecipazione, avevamo la necessità di presentarvi la nuova RSA di Cagliari, con l’ingresso di Antonio Madeddu subentrante a Sandro Gallittu, che continuerà a rivestire il ruolo di Coordinatore Area Sardegna insieme a Laura Urgeghe.

Ci potremmo fermare qua, ma la discussione che si è sviluppata in maniera spontanea merita di essere portata all’attenzione dei colleghi iscritti che non hanno potuto prendere parte all’evento, anche perché fortemente improntata sulla serie di criticità che hanno caratterizzato il periodo di emergenza che abbiamo vissuto e stiamo tutt’ora vivendo.

Smart Working

Introdotta con gli accordi di Gruppo del 2014 e 2015, la modalità flessibile è divenuta uno strumento fondamentale per l’Azienda per organizzare il lavoro con il diffondersi del COVID-19, conciliando la tutela della salute dei lavoratori con quella dei cittadini in generale, nel rispetto delle disposizioni dei vari DCPM.

Il limite massimo di otto giornate mensili fruibili è stato derogato con buona pace e apprezzamento da parte dei lavoratori (a proposito, presto diverranno dieci). Questo gradimento lascia però spazio alle criticità quando il periodo si tramuta in settimane, mesi consecutivi.

Ognuno di noi fa parte di un gruppo e la mancanza di condivisione, dello scambio di informazioni immediato, del confronto necessario nei momenti critici, fa venir meno il supporto reciproco che ci diamo.

Aggiungiamoci che gli strumenti a disposizione si rivelano insufficienti: molti lavoratori infatti sono ricorsi all’acquisto di schermi di dimensioni accettabili, sedie ergonomiche e altro ancora per poter mitigare i disturbi fisici manifestati.

Questo nonostante la disponibilità, per quanto non codificata da accordi, a fornirle a seguito di segnalazione alle funzioni aziendali di Area.

Secondario forse quando si parla di emergenza sanitaria, ma ugualmente importante il trasferimento di costi dall’azienda al lavoratore: il venir meno del buono pasto, il consumo energetico per i dispositivi utilizzati e il condizionamento dell’abitazione, l’adeguamento della linea telefonica/dati, tutti costi che hanno percentualmente un certo peso.

Lavoro in filiale

Giunge conferma da parte di tutte le filiali di episodi di pesanti aggressioni verbali, a volte conclusi grazie all’intervento delle forze dell’ordine. Tra gli episodi raccontati annoveriamo l’incendio del cestino porta carta nell’area self e l’imbrattamento di un ATM con cibo umido per animali a guisa di sterco.

Per quanto non giustificabili tali atti, non hanno certo aiutato i comunicati stampa e gli articoli pubblicati sui tempi di delibera dei prestiti garantiti dallo Stato o sull’inesistente ritorno alla normalità, che ha spinto i clienti a recarsi in filiale senza appuntamento mettendo in difficoltà chi poi doveva gestirli.

Infine, la soppressione dell’appuntamento per i servizi di cassa, con la conseguente costrizione per i clienti a stare in fila sotto il sole al di fuori delle filiali, non si rivela certo una strategia che possa migliorare lo stato di cose addolcendo gli animi.

I recenti pensionamenti e i lungo assenti hanno evidenziato un problema cronico dell’Isola e che finora aveva solo sfiorato Cagliari che è quello della carenza di personale. I carichi di lavoro stanno diventando insopportabili e sono a rischio i servizi di cassa o addirittura l’apertura di alcune filiali.

Il problema si presenterà amplificato, prevedibile e previsto, in periodo di turnazione per le meritatissime ferie.

Registriamo purtroppo qualche caso di ripresa di pressioni commerciali indebite quale, ad esempio noi consideriamo tale, la pretesa di appuntamenti con la presenza imposta dello Specialista Tutela “virtuale”, che dovrebbe comparire ed essere di supporto durante il colloquio tra i gestori e i clienti. Anche no, grazie.

Ci chiediamo inoltre cosa ci sia di così complicato da capire che le classifiche sono fastidiose, inutili e vietate.

Tutto quello che ci è stato rappresentato è sotto i nostri occhi dall’inizio di questa pandemia, come lavoratori, come colleghi, abbiamo vissuto e stiamo vivendo situazioni emergenziali: ai problemi cronici se ne sono aggiunti altri ai quali tutti stiamo cercando di far fronte con le nostre capacità.

A titolo di esempio potremmo parlare degli sforzi profusi da parte dei colleghi chiamati a lavorare i finanziamenti garantiti, con i continui cambiamenti normativi che hanno dovuto fronteggiare. Ancora, le sospensioni dei prestiti e dei mutui con le continue richieste di aggiornamento da parte dei clienti. I colleghi della FOL chiamati ad uno sforzo eccezionale per gestire le frodi sempre più sofisticate, sopperire ai colleghi assenti delle filiali chiuse.

La prossima settimana si terrà l’incontro con la Direzione Regionale e crediamo che i temi da voi sviluppati potranno essere un utile contributo per il tavolo unitario che incontrerà le funzioni aziendali.

Come Fisac Cgil stiamo vigilando sui cambiamenti in corso, consapevoli e certi che molte delle questioni che appartengono al “prima” vanno ripensate profondamente per tutelare meglio i lavoratori in futuro.

“NON TORNEREMO ALLA NORMALITÀ,
PERCHÉ PROPRIO LA NORMALITÀ ERA IL PROBLEMA”

 

RSA DI CAGLIARI

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