Creval: una banca trasformata… sulle spalle dei lavoratori

GRUPPO CREVAL

Gli utili raddoppiano. Soddisfazione per i vertici…

Il CDA Creval ha approvato in questi giorni i risultati consolidati al 31/12/2020 che evidenziano un utile netto pari a € 113,2 milioni, più che raddoppiato rispetto ad un utile di € 56,2 milioni del 2019.
I motivi di soddisfazione di Creval vanno anche al di là di questi dati. Infatti, non solo si posizionerebbe, come scrive il comunicato stampa Creval, tra le migliori banche per solidità patrimoniale (CET 1 RATIO FULLY LOADED al 19,6%) e profilo di rischio (NPE RATIO LORDO al 5,8%) – unico istituto italiano, tra le banche quotate in borsa, che ha ridotto le rettifiche sui crediti nonostante il rischio Covid- ma, con un risultato netto della gestione operativa in rialzo dell’8,8%, e oneri operativi in diminuzione del 9%, è anche previsto un dividendo. Nel Comunicato stampa Creval si legge: «Siamo una banca trasformata, tra le più solide in Europa, con una qualità del credito significativamente migliorata e un core business in crescita. Una banca resiliente e orientata ad una redditività sostenibile».

con tagli di costi e personale in costante diminuzione…

Dagli stessi dati pubblicati è facile però capire quali siano i reali motivi di questo “miracolo”.
Le spese del personale sono infatti diminuite del 7,7%, nonostante i costi relativi al rinnovo del CCNL Credito, con una sensibile diminuzione degli organici (113 risorse) che conferma un trend già in corso nell’ultima parte del 2019.
Gli ulteriori tagli dei costi sono inoltre andati ad incidere:

• sia sui colleghi costretti a lavorare da casa con la scusa della crisi pandemica, con stabili chiusi non si sa per quanto, senza buoni pasto, straordinari non riconosciuti, costi di connessione a loro carico e, probabilmente, ora anche con qualche mal di schiena e senso crescente di isolamento;

• sia costringendo i colleghi della rete a lavorare comunque nelle agenzie, spesso non rispettando le raccomandazioni normative a tutela di lavoratori fragili e famiglie con figli in quarantena, e con superficiale approssimazione sul cosiddetto “tracciamento dei contatti diretti” che ha poi comportato un’impennata dei contagi nella seconda metà dell’anno con una complessiva percentuale di contagiati di almeno il 6%.

pressioni crescenti sulle spalle dei lavoratori “essenziali”

Con il precedente comunicato – Scarica “L’anno vecchio è finito ormai ma ancora qualcosa qui non va” –
avevamo già evidenziato come alle problematiche dello scorso anno se ne fossero aggiunte ora di nuove.
Nonostante l’assenza di un’organizzazione seria del lavoro, fatta di “taglia e cuci” spesso senza criterio, i risultati sono però arrivati solo grazie alla serietà professionale e all’abnegazione lavorativa delle colleghe e dei colleghi del Gruppo Creval che si stanno facendo carico di carenze e pressioni di ogni tipo.
Una serietà e un’abnegazione che hanno compensato finora carenze di addestramento, formazione, attribuzione di ruoli e definizione di responsabilità.
L’ultimo Comunicato Stampa di Creval pensa solo all’utile e al patrimonio, senza riguardo per le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Creval, a tutt’oggi senza alcuna forma tangibile di riconoscimento non solo economico, ma anche professionale, ancora sotto inquadrati di almeno un livello rispetto alla media di settore.
La trattativa sul Vap appena iniziata dovrà tenere conto di tutto questo.

Le colleghe e i colleghi del Gruppo Creval
non possono essere considerati “essenziali” solo per fare profitti.

Solo la coalizione sindacale tra lavoratori, combattendo qualsiasi politica divisiva aziendale, potrà darci una seria prospettiva di difesa, specie ora in cui Creval sta entrando nel vivo di un’aggregazione bancaria.

Segreteria Organo Coordinamento Fisac-Cgil
Gruppo Creval

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