Antiriciclaggio: protocollo informazioni

Con la firma di un Protocollo di  condivisione delle informazioni in materia di riciclaggio, la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato hanno stabilito di mettere a fattor comune le informazioni finanziarie (benché tutelate dal segreto d’ufficio) per sviluppare e rafforzare approfondimenti ed accertamenti. Ricordiamo che la deroga al segreto d’ufficio è già prevista dall’attuazione della V Direttiva Europea Antiriciclaggio. Rimane la riservatezza dei dati, ma si amplia l’utilizzo delle informazioni finanziarie sospette, rafforzando le indagini di Polizia giudiziaria e le misure di prevenzione in capo ai Questori.

Le Segnalazioni di operazioni sospette (Sos) così come il contenuto delle comunicazioni delle Unità finanziarie estere di Polizia (che vengono ricevute dalla Guardia di Finanza attraverso l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia), verranno trasmesse dal Nucleo speciale di Polizia valutaria (GdF) agli Uffici centrali della Polizia di Stato nel momento in cui trattano profili investigativi che interessano la Polizia Postale, la Polizia Stradale e quella Ferroviaria.

Il Protocollo è importante, anche, per il ruolo fondamentale del Questore (Autorità provinciale tecnica di Pubblica Sicurezza) titolare del potere di proposta di misure di prevenzione patrimoniale. Infatti viene sancito che il Questore stesso, elaborando proposte di misura di prevenzione patrimoniale a carico di uno o più soggetti, potrà chiedere al Comandante provinciale della Guardia di Finanza le Segnalazioni di operazioni sospette ed altre informazioni/elaborazioni finanziarie elaborate dalla GdF.

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