Fideuram: Reception, dopo più di 60 giorni ancora non applicata la sentenza

FIDEURAM

Dopo che la Corte di Appello di Roma, nuovamente interpellata dalla Fideuram sulla vicenda, ha nuovamente dato ragione alle 5 addette ex Ceser impiegate per anni in ambito reception/segreteria/accoglienza a Roma, ci saremmo aspettati che la banca procedesse speditamente a ripristinare i rapporti di lavoro recentemente acclarati per sentenza. E’ vergognoso che, dopo più di 60 giorni, ciò non sia ancora accaduto.

Ma vediamo come sono andate le cose.

Lo scorso 2 marzo, i legali delle 5 lavoratrici hanno chiesto alla Fideuram di adempiere spontaneamente alla sentenza della Corte d’Appello di Roma n. 704/ 2021 pubblicata il 22 febbraio 2021 che, condannando l’interposizione di manodopera, ha stabilito che le lavoratrici sono a tutti gli effetti dipendenti della Fideuram, ordinando alla banca di ripristinare i rapporti di lavoro e pagare gli arretrati di spettanza. La Fideuram rispondeva impegnandosi ad effettuare il pagamento.

Tale impegno al “pagamento spontaneo” è stato però solo millantato dato che il 26 febbraio la Fideuram aveva già provveduto al deposito di un ricorso per ottenere la provvisoria sospensione della sentenza (comportamento in aperto contrasto con l’impegno al pagamento spontaneo); tra i “gravi motivi” che la Fideuram ha utilizzato nel tentativo di opporsi all’esecutività della sentenza troviamo un po’ di tutto: dalle ripercussioni organizzative agli effetti giuridici, addirittura la convenienza per le 5 lavoratrici al non essere assunte dalla banca, nonché l’elevato valore delle somme arretrate da pagare alle stesse (forse ai suoi avvocati non è chiara la dimensione economica dell’attività della Fideuram), e altro ancora. Tale ricorso è stato però rigettato lo scorso 23 aprile, sempre dalla Corte d’Appello di Roma, respingendo tutte le argomentazioni e dichiarando infondata la richiesta della banca.

A tutt’oggi dunque:

• Le lavoratrici, in forza della sentenza di febbraio che le qualificava dipendenti della Fideuram, hanno prontamente e necessariamente chiuso i rapporti di lavoro che le vedevano impiegate in ditte appaltatrici;

• Nonostante la banca abbia dichiarato di voler adempiere spontaneamente alla sentenza emessa, dopo più di 60 giorni nessun pagamento è stato effettuato;

Le lavoratrici sono disoccupate e non hanno di che vivere (non possono reperire una nuova occupazione perché sono dipendenti Fideuram ma la banca non le richiama in servizio e non paga loro le retribuzioni che continuano a maturare), continuando a tenere un comportamento in opposizione agli ordini dell’Autorità giudiziaria.

5 donne sono disoccupate e senza salario da mesi quindi, e sono dipendenti dell’azienda.

Fideuram, il suo top management da Corcos in giù, hanno qualcosa da dire? Pensano di fare qualcosa? Gli sta bene così? Sta bene che la cosa si trascini ancora nello scontro legale?

Da parte nostra ci preme che la banca chiami in servizio al più presto le lavoratrici e paghiloro il dovuto. E ci preme sostenere le lavoratrici fintanto che questo non avverrà. Per questo riattiviamo la “CASSA DI RESISTENZA” – con il sostegno della Fisac regionale di Roma e Lazio – tramite cui tutti i colleghi e le colleghe possono contribuire.

Se non arriveranno notizie positive a breve, valuteremo altre iniziative.

 

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