Fideuram: lotta e speranza

FIDEURAM

Fideuram non ci sta! Non può accettare di essere in torto, e quindi ostacola in ogni modo l’applicazione della sentenza della Corte d’Appello di Roma che, condannando l’interposizione illecita di manodopera, ha stabilito che 5 addette ex Ceser impiegate per anni in ambito reception/segreteria/accoglienza a Roma sono a tutti gli effetti dipendenti della Fideuram, ordinando alla banca di ripristinare i rapporti di lavoro e pagare gli arretrati di spettanza.

Fideuram non ha ancora chiamato in servizio le lavoratrici, non ha pagato gli stipendi di marzo e successivi, non ha versato finora alle lavoratrici neanche 1 euro degli arretrati dovuti. Ma anche Intesa non è da meno. La Capogruppo è perfettamente a conoscenza della questione in ogni suo aspetto. Ma non muove un dito.

Piuttosto che rispettare la sentenza e spicciarsi a sanare ogni pendenza, come si fa in aziende non necessariamente etiche ma semplicemente serie, si vuol piegare le 5 lavoratrici, lasciandole senza soldi.

Andava tutto bene a Fideuram fintanto che queste lavoratrici erano in servizio ogni giorno, solerti e sorridenti, pur senza stipendio per il fallimento Ceser. Andava tutto bene a Fideuram (ed a Intesa) fintanto che queste addette lavoravano, gentili e disponibili, pur se sottopagate grazie al cambio appalto verso Ivri. Andava tutto bene, piaceva tutto ciò mentre si brindava e si mangiava il torrone per gli auguri natalizi e si festeggiava per i risultati raggiunti, anche in ambito Acquisti e Servizi Generali.

Ora che vanno pagate il giusto, non va più bene?!

È una vergogna! Fideuram, Intesa, il top management, si guarderanno prima o poi allo specchio mentre si parla di responsabilità sociale d’impresa? Come si suol dire… la speranza è l’ultima a morire. Ma una certezza c’è, le lavoratrici non verranno lasciate sole, noi siamo al loro fianco fino a che non avranno ottenuto giustizia.

14 giugno 2021

Fisac Cgil Fideuram

 

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