Antiriciclaggio: i rischi sui bonus fiscali

Il Superbonus 110% e gli altri bonus con cessione del credito fiscale possono rappresentare rischi di fenomeni di riciclaggio di denaro sporco, allarme già lanciato dall’Unità di informazione finanziaria a fine 2020 e marzo 2021.

Nelle newsletters dell’Uif si segnala l’emersione di rischi di riciclaggio legati alla pandemia ed alle misure straordinarie del Governo per sostenere Imprese ed Economia: il dato al 2020 mostra che, a fronte di 113.187 segnalazioni, 2.257 sono da ricondurre ai nuovi fattori di rischi collegati alle misure emergenziali con un trend in crescita nel 2021.

Tra le operazioni a rischio troviamo le procedure pubbliche per la fornitura di prodotti medicinali, di mascherine, quelle legate ai finanziamenti garantiti dallo Stato e le operazioni collegate ai crediti fiscali (soprattutto con cessione ad Intermediari).

L’esperienza dell’Uif evidenzia che sono le misure emergenziali (cioè quelle caratterizzate dalla necessità di una veloce messa in esecuzione, traducendole in supporto all’economia) quelle più soggette a fenomeni di uso della percezione indebita di fondi che per questo motivo non sono tracciabili e quindi più facilmente riciclabili. L’unica arma di protezione sarebbero i controlli ma questo richiede tempo ed, in situazioni emergenziali, vi è il rischio di rallentare l’erogazione dei fondi (vedasi, per es. il rifinanziamento del Superbonus in un arco di tempo molto limitato).

L’Uif sta, quindi, raffinando la classificazione delle segnalazioni legate all’emergenza ed alle misure straordinarie rispetto alle altre, anche al fine di avere le dimensioni delle operazioni sospette sulla base delle diverse tipologie di abuso, che siano legate, (ad es.) ai crediti garantiti, alla cessione dei crediti fiscali ecc..

Si avvicina, ora, tutta la partita della grande quantità dei fondi pubblici da utilizzare con il Pnrr e che rappresenta una importante sfida al contrasto del riciclaggio di denaro sporco.

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