Bpm: Desiderio di rilancio o volontà di annichilire?

La disdetta dei Contratti Integrativi Aziendali delle società del gruppo, anni di diritti e conquiste cancellati in un secondo e formalizzata il 6 novembre 2012 da parte della Direzione Aziendale, è avvenuta in un momento di sospensione del confronto motivato dalla necessità di informare sullo stato della trattativa i lavoratori del gruppo BPM: è un atto grave che incrina in modo pesante le relazioni sindacali e mette a rischio la conclusione di una trattativa estremamente delicata.

Le OO.SS. nel corso della trattativa hanno già dato disponibilità a rivedere parti importanti del C.I.A. (es. parte normativa ed economica, mobilità territoriale e professionale) al fine di consentire la realizzazione del piano industriale; condizioni imprescindibili sono e saranno la totale salvaguardia del welfare e delle componenti salariali tipiche.

L’ obiettivo primo del Sindacato è quello di favorire un percorso di rilancio dell’Azienda con una riduzione dei costi socialmente compatibile nell’arco temporale del Piano, con criteri di solidarietà ed equità condivisi da tutto il personale nello spirito cooperativistico che ha sempre caratterizzato la Banca.

Il confronto con i colleghi si rende indispensabile anche perché l’Azienda, nel corso dei suoi road show, ha dichiarato di voler mettere in sicurezza tutte le retribuzioni tipiche BPM mediante il consolidamento; al tavolo della trattativa ha smentito tale proposito adducendo un ipotetico “costo del consolidamento” e riconoscendo quindi solo il 60% di alcune retribuzioni (RIA ed Extrastandard). Su questa inaccettabile posizione aziendale sono state sospese e non interrotte le trattative per aprire una consultazione fra i lavoratori: a questo punto l’Azienda ha ritenuto di modificare la propria posizione portando la percentuale all’80% del solo RIA ed Extrastandard e riconoscendo, per la prima volta, la misura degli incentivi richiesti dal Sindacato.

La proposta pubblicata in modo inusuale e inopportuno sul sito della Banca è il frutto di una trattativa complessa e articolata ed è stata presentata tardivamente. Per le OO.SS. tale proposta, seppur ancora insoddisfacente, potrà rappresentare in ogni caso il punto di partenza per la ripresa della trattativa.

Inoltre l’Azienda non ha mostrato alcuna sensibilità riguardo i temi della riduzione degli emolumenti del top management e dei contratti di consulenza ribadendo così la volontà di intaccare solamente le provvidenze economiche derivanti dalla contrattazione integrativa.

Noi siamo invece alla ricerca di un accordo che, pur nella difficoltà del momento, dia prioritariamente:

certezze ai colleghi riguardo al loro futuro lavorativo attraverso il mantenimento della contrattazione integrativa aziendale
garanzie e tutele per chi dovrà lasciare anticipatamente il lavoro
prospettive di nuova occupazione giovanile.

Le OO.SS. chiedono che la manovra di rilancio della Cooperativa non sia attuata in via esclusiva o prevalente colpendo le condizioni economiche e normative dei lavoratori. Nel corso della trattativa nessuna attenzione “rivoluzionaria” è stata dimostrata dall’Azienda in tema di ricavi: politiche commerciali e innovazione di prodotto.

Il Sindacato non resterà insensibile al processo di demotivazione professionale avviato con false promesse di riconoscimento meritocratico e sviluppo professionale a più riprese smentite da assunzioni specialistiche dall’esterno a condizioni economiche superiori alla media di sistema: sono compatibili questi costi col modello cooperativo? E’ possibile che i talenti che si vogliono valorizzare siano solo all’esterno dell’azienda? Dov’è finita la conclamata valorizzazione dei talenti interni?

Su tutto quanto finora detto apriamo quindi il confronto democratico con tutti i lavoratori senza escludere che, per la tutela delle condizioni di vita e di lavoro di oltre 8000 colleghi, si possa addivenire a forme di mobilitazione.

Nei prossimi giorni comunicheremo date e luoghi del confronto assembleare.

Le Segreterie di Coordinamento

Gruppo Bipiemme

Milano, 07 novembre 2012

Comunicato