Banco Popolare: riorganizzazione, mancano informazioni

By: sean79i – All Rights Reserved

Sessione di lavoro complicata quella del 3 e 4 luglio a Verona: all’ordine del giorno la ristrutturazione della rete con l’illustrazione dell’informativa consegnata alle oo.ss. in data 28.6. Al di là delle considerazioni sul progetto in sé che ha sollevato e solleva non poche perplessità su molti aspetti – ad esempio sui criteri di individuazione delle filiali Hub e Spoke e delle aree da chiudere oltre che sulla gestione complessiva delle filiali Spoke, previste senza responsabile – le oo.ss. hanno rilevato come l’informativa consegnata e illustrata nel corso dell’incontro del 3 luglio fosse carente ma, soprattutto, non contenesse quegli elementi essenziali per sviluppare la contrattazione sulle ricadute sul personale previste dagli articoli contrattuali: le conseguenze economiche, giuridiche e sociali per i lavoratori interessati oltre alle eventuali misure previste per questi ultimi. Ricordiamo infatti che l’azienda ha dichiarato di voler aprire, con la consegna e l’illustrazione dell’informativa, le procedure ai sensi degli artt. 17 e 21 CCNL che prevedono dei tempi “contingentati” (50 giorni complessivi) oltre i quali la procedura si ritiene conclusa e l’azienda può procedere senza ulteriori passaggi con le oo.ss. Proprio su questa considerazione le organizzazioni sindacali hanno consegnato all’azienda una lettera che, contestando la validità della procedura avviata, ne ha chiesto la revoca diffidando nel contempo l’azienda dal procedere nell’attuazione delle proprie determinazioni. Su questo argomento, pertanto, al momento non ci sono le condizioni per continuare il confronto proprio perché mancano tutte le informazioni fondamentali per un confronto. L’azienda infatti non ci ha fornito informazioni su quali saranno le filiali Hub e Spoke, le filiali in chiusura, i criteri per la loro individuazione, i criteri scelti per decidere quali aree chiudere e, soprattutto, quali saranno gli effetti sull’occupazione, sulla mobilità e sulla professionalità delle colleghe e dei colleghi coinvolti. Questo solo per fare un primo elenco dei “pezzi mancanti”. Potrebbe essere convocato per la prossima settimana un Comitato di Consultazione e Monitoraggio – che non ha comunque un ruolo negoziale – con la presenza di Roberto Speziotto. All’azienda è stata anche consegnata una lettera di contestazione degli assessment tecnici crediti, processo condotto al di fuori delle fasi di valutazione delle prestazioni prevista annualmente ed oggetto di informativa alle oo.ss. Nella lettera anche una diffida all’utilizzo dei risultati degli assessment già effettuati anche in altri ambiti per eventuali cambiamenti di ruolo. Durante gli incontri sono state anche fornite, da parte aziendale, le precisazioni applicative sulle giornate di solidarietà. Su tale tema, oggetto di una nostra specifica comunicazione che verrà distribuita nelle prossime ore, precisiamo solo due passaggi molto importanti. Il primo riguarda le giornate di solidarietà utilizzate a scavalco del sabato e della domenica: in tal caso, in analogia con altre assenze, vengono conteggiate “in solidarietà” anche il sabato e la domenica. Il secondo passaggio riguarda il limite massimo, che nel caso di giornate continuative (che comprendano anche il sabato e la domenica o, comunque, giornate festive) va inteso come 20 giorni di calendario. Questo a seguito di alcuni approfondimenti tecnici e per una scelta di prudenza aziendale nel timore che il comitato amministratore del fondo possa prevedere un rimborso limitato esclusivamente ai 20 giorni previsti dall’accordo. Nell’ interpretazione aziendale, 20 giorni lavorativi consecutivi darebbero origine alla trattenuta per solidarietà di 26 giornate, di cui 6 rischierebbero di non essere oggetto del rimborso del 60%. Vi terremo informati di ogni aggiornamento.

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