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BUON ANNO… SI FA PER DIRE…
Con l’anno nuovo nell’Area Canavese e Valle d’Aosta, riaffiorano pesantemente le già ben note pressioni commerciali.
Già dal primo giorno di gennaio subiamo richieste di produzione giornaliera eccessiva e ridondante, sollecitazioni reiterate più volte al giorno, provenienti da più parti e tramite più canali (mail, chat, teams…) con toni spesso mortificanti, per non parlare delle continue riunioni on-line, convocate anche senza preavviso, che riducono il tempo da dedicare al nostro lavoro che prevede delle incombenze anche non strettamente commerciali.
Probabilmente qualcuno ha scordato i contenuti della Carta dei Valori di UniCredit, di cui proponiamo un estratto:
“…
• Ci prendiamo cura dei nostri clienti, delle nostre comunità e gli uni degli altri.
• Siamo pronti ad aiutare i nostri colleghi e a sostenere la crescita delle nostre persone.
• Ci comportiamo sempre con rispetto reciproco e diamo valore alle nostre differenze.
…”
Bisogna inoltre considerare il tema contrattuale. Il nostro Contratto Nazionale di Lavoro ha integrato al suo interno il Protocollo sul benessere nei luoghi di lavoro e sulle politiche commerciali che era partito proprio da UniCredit e che, tra l’altro, prevede il divieto di:
“…
• fornire indicazioni commerciali con eccessiva frequenza e inutili ripetizioni;
• usare strumenti/canali alternativi a DOP per monitorare le vendite;
• diffondere classifiche comparative tra Colleghi/Colleghe in ruoli commerciali;
• chiedere previsionale di consulenza e di vendita a livello di singolo cliente;
…”
Il mancato rispetto di tali principi è lampante e non può portare ad altro che a un netto peggioramento del clima aziendale con conseguenze anche gravi per i colleghi già provati dai carichi di lavoro, appesantiti anche dall’ incapacità dell’Azienda di organizzare le sostituzioni degli esodati/esodandi (pur essendo previsti da tempo). Senza dimenticare che queste prassi sono in netto contrasto con i desideri della società attuale dove chi si affaccia sul mercato del lavoro aspira ad un impiego che dia più spazio all’equilibrio vita-lavoro, fondamentale per aumentare il benessere e la motivazione.
Questa deriva deprecabile può portare a vendite sconsiderate e a fenomeni di stress da lavoro correlato, vediamo purtroppo sempre più spesso i nostri neoassunti scappare! Una chiara sconfitta per la banca.
Chiediamo l’immediata cessazione di condotte non conformi ai preziosi valori che UniCredit assume come propri e fondanti e che mostra orgogliosamente in ogni occasione pubblica, e il ritorno a compartamenti orientati alla responsabilità e sostenibilità nell’interesse della clientela e soprattutto di un clima aziendale migliore.
Aosta, gennaio 2026
RSA di Aosta FIRST CISL – FISAC CGIL

