MPS: non ci facciamo intimidire!

Un atto vile che colpisce l’intera Organizzazione

Care colleghe, cari colleghi,

dobbiamo denunciare l’ennesimo gravissimo episodio che offende i valori della nostra comunità e la dignità del dibattito democratico all’interno dei luoghi di lavoro. Un nostro dirigente sindacale ha ricevuto, in filiale, una lettera anonima.
Un gesto che non può e non deve passare sotto silenzio.
Ricevere minacce o insulti anonimi è un attacco diretto alla libertà di rappresentanza.
Non è solo un’offesa personale, ma un tentativo maldestro di minare l’azione sindacale e di inquinare il clima lavorativo con il veleno del sospetto e dell’intimidazione.
Non è stato solo il nostro dirigente sindacale ad essere colpito, ma l’intera Fisac CGIL e tutte le Lavoratrici e tutti i Lavoratori.
Non c’è altro modo per definire chi scrive senza firmarsi: un vigliacco. L’anonimato è lo strumento di chi non ha argomenti, di chi teme il confronto aperto e preferisce l’ombra al coraggio delle proprie idee. È un atto di profonda bassezza morale che qualifica chi lo compie molto più di quanto possa colpire chi lo riceve.
La composizione del messaggio, che include un ritaglio di giornale specifico nel quale si riporta la notizia di un sindacalista a processo per stalking ai danni di una Lavoratrice costretta alle dimissioni, unitamente a quanto altre nostre dirigenti sindacali hanno subito e stanno subendo da tempo nel medesimo territorio, ci dà la
quasi certezza della provenienza di questo gesto. Le impronte digitali dell’astio e della frustrazione sono ben visibili.
Tutta la Fisac CGIL si stringe attorno ai propri ed alle proprie dirigenti. La nostra risposta a questo fango è la solidarietà incondizionata.
Se qualcuno pensava di spaventarci, ha ottenuto l’effetto opposto: oggi siamo ancora più uniti, determinati e convinti della bontà delle nostre idee.
La dignità non si cancella con un ritaglio di giornale. La nostra voce sarà sempre più forte della vostra codardia.

Siena, 9 febbraio 2026

La Segreteria

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