Parafrasando la nota canzone è arrivato il momento di dire BASTA!!!
• Basta pacche sulle spalle e riconoscimenti verbali in plenaria
• Basta piccole briciole
• Basta sfuggire alla Contrattazione
• Basta incertezze
Non ne possiamo più di presentazioni di trimestrali dove il nostro attuale (o pro tempore) C.E.O. ringrazia calorosamente i dipendenti per i loro sforzi che hanno permesso gli incredibili risultati raggiunti, ma poi all’atto pratico pensa solo ai Top Manager e agli Azionisti.
Abbiamo locali sporchi, fatiscenti e a volte impresentabili, dotazioni informatiche obsolete e malfunzionanti, applicativi instabili e personale ridotto alla soglia minima di sostenibilità.
Infatti, basta che una malattia si incroci per fatalità con qualche permesso o ferie perché le filiali siano a grave rischio di apertura: è solo grazie ad un forte senso di responsabilità che vengono assunti carichi di lavoro che prima dell’esodo erano suddivisi tra molte più persone.
Dov’è finito il ricambio generazionale di un assunto ogni due esodati (4.125) concordato nel 2022?
Nessun ufficio è un’isola felice, ad ogni livello aziendale si fa fatica a svolgere l’ordinario.
E non solo! Si creano nuove strutture senza dare poi il numero congruo di addetti per farle funzionare, si buttano alle ortiche professionalità e know-how con continue riorganizzazioni che generano (oltre al malcontento) gap formativi non certo colmabilisolamente con corsi on line o con affiancamenti impossibili, visto l’esiguo numero di risorse.
Dov’è la normativa derivante dagli ultimi accordi che risalgono a mesi e mesi fa?
Nei fatti tali accordi sono poco esigibili: ben venga l’aumento a 12 giorni di smart working per tutti, ma è difficile incastrarli senza aggravare i noti problemi organizzativi, e soprattutto non possono essere l’unico strumento di conciliazione vita lavoro tanto più in caso di problemi propri o di familiari, vista le resistenze dell’azienda a concederlo, quando addirittura non si dà anche la falsa notizia che prima bisogna usufruire dell’intero plafond di ferie e poi si vedrà.
I dipendenti di questa banca hanno stretto la cinghia, hanno fatto enormi sacrifici per mantenere in piedi il Monte dei Paschi di Siena dalla crisi del 2009, con l’aggravante di grosse perdite economiche (Stock Granting volatilizzati, premi spariti, buoni pasto per lungo tempo a € 5,16, base di calcolo dell’accantonamento a Fondo Pensione ristretta), ma anche con perdite di diritti (promozioni sparite) e cosa ancor più grave con danni alla salute (stress lavoro correlato, esaurimenti nervosi, depressioni ecc.).
Siamo una generazione di bancari che è rimasta incastrata e ha perso 15 anni di possibilità di crescita professionale e salariale.
E adesso che siamo finalmente passati dalla parte “dei bravi”, questi utili stratosferici come vengono redistribuiti?
Grazie, ma per rimanere in tema musicale… ”Caramelle non ne vogliamo più”!!!
Vogliamo certezze occupazionali, lavorare con serenità e in luoghi decorosi, vogliamo che la nostra grandissima professionalità e capacità di mantenere la clientela abbia riconoscimenti TANGIBILI, corretti e trasparenti.
Genova, 13/02/2026
Rsa Fisac Mps Liguria