MPS RSA Sicilia e Calabria: attendiamo fatti e non parole

 

3 - Fisac Cgil

È un fatto noto e indiscutibile come la professionalità, la serietà e il senso di appartenenza delle lavoratrici e dei lavoratori di questa banca hanno fatto la differenza negli anni difficili, non molto lontani.

Dopo tanti sacrifici personali, ci aspettavamo una nuova era di benessere lavorativo ed economico.

Invece, come OO.SS. della Sicilia e Calabria denunciamo quanto segue:

1) le nostre filiali e i nostri uffici sono in condizioni estetiche e strutturali indecenti, tali da farci vergognare quando riceviamo la clientela. Muri scrostati, muffe alle pareti, arredi raffazzonati, pulizie molto discutibili, ecc., sono compagni stabili delle nostre giornate lavorative.

In molte sedi le condizioni minime di salubrità non sono garantite, luminosità insufficiente, scarso riciclo dell’aria, infestazioni di animali, cattivi odori, impianti climatizzazione obsoleti e insufficienti, ecc.

A fronte di ciò, assistiamo ad un continuo scarico di colpe tra uffici e strutture interne ed esterne e ad una sussurrata verità: non ci sono soldi da spendere!

Vergogna!!!

2) le pressioni commerciali stanno diventando insopportabili e asfissianti. Ormai, la giornata lavorativa è diventata una corsa tra la gazzella che produce e il leone /leonessa che la rincorre per avere riscontri, dati produzione, numeri, previsioni, per organizzare continui Teams di allineamento, verifica, programmazione e tutto quello di inutile che ci si può inventare per stressare e sottrarre tempo prezioso alla quotidiana attività.

La figura di Responsabile di Distretto (Retail ed SB) è diventata centrale nel sistema di pressione, come la Score Card e il Passo Giornaliero i principali strumenti di “tortura psicologica”.

I continui richiami a pallini verdi o rossi sono la clava con cui colpire l’inefficiente di turno, reo di non aver assicurato il 5% giornaliero di produzione su qualcuno dei vari e diversificati aggregati elencati.

Telefonate, messaggi, e-mail infragiornaliere (chi se ne frega del documento 1845!) sollecitano produzione, contatti, passo, concentrazione da tenere alta, confronti, eccetera.

BASTA!!!

Il nostro lavoro non è quello di una fabbrica di spilli dell’800. Non siamo una catena di montaggio!  La nostra clientela non è un limone da spremere o una bacheca a cui attaccare i prodotti mancanti (ovviamente, mancanti al nostro budget).

Esigiamo un rispetto per la professionalità delle donne e degli uomini di BMPS, esigiamo che la loro salute psicofisica sia considerata prioritaria, esigiamo il rispetto delle tempistiche di monitoraggio previste dal documento 1845, esigiamo approcci commerciali in linea con gli accordi sindacali di settore e aziendali e con il nostro codice etico.

3) è irricevibile l’improvviso atteggiamento aziendale restrittivo sui permessi per visite mediche e sul calcolo del buono pasto per risparmiare pochi spiccioli su temi legati alla salute o al rimborso pasto delle colleghe e dei colleghi, mentre si spendono cifre assurde per presentazioni, roadshow, ecc.

L’ammontare degli utili distribuiti agli azionisti e il sistema incentivante riservato ai vertici aziendale hanno raggiunto un livello tale che non giustificano in alcun modo questi comportamenti ma, al contrario, invocano un trattamento più equo, coerente ed altrettanto premiante per coloro che tale ricchezza hanno prodotto.

4) E dulcis in fundo, la panacea di tutti i mali: le assunzioni! Sono indispensabili per dare il respiro a filiali e uffici storicamente sottodimensionati, per consentire carichi di lavoro più equi, per permettere il realizzarsi di trasferimenti che stazionano in procedura da tanti anni, per concedere ai colleghi la possibilità di una crescita professionale.

Attendiamo fatti e non parole.

03.04.2026

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