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Ancora una volta registriamo con forte preoccupazione l’ennesima iniziativa calata dall’alto in materia di manutenzione dei portafogli della Banca Monte dei Paschi. Decisioni assunte senza alcun reale ascolto né coinvolgimento dei gestori, che quotidianamente costruiscono e curano le relazioni con la clientela, rappresentano un segnale grave e inaccettabile. Identica situazione di scarsa considerazione si registra a tutti i livelli: i portafogli (o le segmentazioni commerciali) vengono imposti e i gestori non possono neppure chiedere modifiche.
Si mortifica così la professionalità di chi, con competenza e responsabilità, dà valore concreto al lavoro commerciale.
Il tutto avviene mentre la nostra Banca continua a dichiarare utili rilevanti, porta avanti operazioni di fusione con altre realtà bancarie e annuncia distribuzioni di dividendi sempre più consistenti.
Una narrazione di crescita e solidità che, però, non trova alcun riscontro nel riconoscimento verso le lavoratrici e i lavoratori che quei risultati li hanno resi possibili.
In questo contesto si inseriscono iniziative formative dai titoli evocativi, come “La continuità nella crescita si costruisce insieme”, organizzate al di fuori dell’orario di lavoro, senza autorizzazione all’utilizzo di mezzi propri per raggiungere le sedi e quindi a totale carico dei colleghi e delle colleghe in termini di tempo e costi di trasporto e parcheggio.
Iniziative formalmente facoltative, ma sostanzialmente obbligate: perché è evidente a tutti che la mancata partecipazione rischia di essere letta come disimpegno, soprattutto in ambito commerciale, dove le pressioni non sono mai neutrali.
Si parla di crescita condivisa, ma nei fatti i benefici della crescita già realizzata non vengono redistribuiti.
Anzi, si chiede alle persone un ulteriore sacrificio, anche economico, senza alcun riconoscimento né sul piano retributivo né su quello professionale e neppure su quello dei diritti, che invece vengono sempre più circoscritti (come nel caso delle nuove normative su buoni pasto e permessi).
Riteniamo questo approccio miope e insostenibile. Senza il coinvolgimento reale delle lavoratrici e dei lavoratori, senza rispetto per il loro tempo, il loro ruolo e il loro contributo, non esiste crescita credibile.
Perché non può esserci “insieme” quando si decide da soli, e non può esserci crescita quando i sacrifici vengono chiesti sempre agli stessi.
Chiediamo alla Dtr di autorizzare l’utilizzo dei mezzi propri e di coprire i costi di parcheggio per i colleghi e le colleghe che “facoltativamente” parteciperanno all’evento formativo citato; chiediamo altresì di dare la giusta considerazione e ascolto ai gestori nella composizione dei portafogli, valorizzando la loro esperienza e professionalità, anziché mortificarle con iniziative massive standardizzate.
Napoli 3 Aprile 2026
Le Segreterie
Fisac Cgil Napoli, Caserta e Benevento
Uilca Uil Napoli e Caserta

