“Grande la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”
Negli ultimi mesi l’attenzione pubblica e mediatica è stata fortemente concentrata sulle lotte di potere che hanno caratterizzato il rinnovo del Consiglio di Amministrazione e la nomina del nuovo Amministratore Delegato di Banca MPS.
Molto si è ragionato su dinamiche finanziare e su futuri assetti e scenari possibili di Risiko bancario.
Troppo poco si è ragionato sulle conseguenze che questi scenari avranno sulle Lavoratrici e sui lavoratori del gruppo che, come sempre, vedranno ricadere sulle loro spalle le conseguenze delle scelte che verranno.
Da parte nostra, in maniera molto concreta, ci attendiamo una reale e concreta ripartenza delle relazioni industriali, che deve avvenire su basi di trasparenza, rispetto reciproco ed efficacia, superando logiche dilatorie e affrontando finalmente i nodi strutturali denunciati dal sindacato, partendo dalle richieste avanzate unitariamente in tema di organici, premi aziendali, welfare e salute e sicurezza.
Ci aspettiamo che queste nuova stagione produca relazioni industriali migliori anche a livello periferico, capaci di garantire nuovamente una corretta dignità ed un’adeguata dimensione negoziale, che non si riduca ad incontri meramente informativi.
La soluzione degli annosi problemi che colpiscono la rete e gli uffici centrali può essere ottenuta solo attraverso il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro rappresentanze periferiche.
È il momento nel quale la Banca dimostri, nei fatti e non solo nelle dichiarazioni, di voler investire sulle persone che lavorano in MPS. Senza questo cambio di passo, ogni progetto industriale risulterà fragile e divisivo, incapace di valorizzare professionalità ed aspirazioni delle colleghe e dei colleghi.
È tempo che, attraverso la contrattazione di secondo livello, si torni a riconoscere dignità al lavoro attraverso un ampliamento tangibile di welfare e diritti.
È tempo che, attraverso il rinnovo del contratto nazionale, si normino i processi innovativi che stanno già modificando l’organizzazione del lavoro nel settore, che si riconoscano alle colleghe ed ai colleghi il loro valore nel vertiginoso aumento di produttività registrato dalle Banche in questi anni, attraverso un aumento salariale adeguato e la riduzione dell’orario di lavoro per aumentare la libertà delle lavoratrici e dei lavoratori nel mondo del lavoro e dal mondo del lavoro.
È tempo di riprendere la lotta nel paese per difendere la costituzione ed in particolare il diritto alla salute: solo in Piemonte la CGIL chiede l’assunzione di 6000 infermieri per sostenere il Servizio sanitario pubblico messo in ginocchio dai continui tagli e mancati investimenti, con evidenti ricadute sui tempi di attesa ed i livelli di cura erogati.
È tempo che si torni a vivere e lavorare nei luoghi di lavoro e nel paese, con la giusta serenità e dignità, rivendicando il diritto al benessere, all’autodeterminazione e ad un futuro di pace per noi e per i nostri figli.
Il tempo è ora.
E noi siamo pronti.
Torino, 21 aprile 2026
R.S.A. FISAC CGIL TORINO