Banca MPS: Emergenza organici, Sardegna in sciopero

RAPPRESENTANZE SINDACALI AZIENDALI BANCA MPS DI CAGLIARI E REGIONE SARDEGNA

COMUNICATO STAMPA

Banca Monte di Paschi di Siena: emergenza organici, Sardegna in sciopero L’11 maggio stop in tutta l’Isola. Sindacati: “Situazione insostenibile, servono assunzioni”

Cagliari, 30 aprile 2026 – Le lavoratrici e i lavoratori di Banca Monte dei Paschi di Siena operanti in Sardegna annunciano una giornata di sciopero per denunciare una situazione di crescente e ormai insostenibile carenza di personale.

Il confronto tra le Organizzazioni Sindacali e l’Azienda sul tema degli organici si è protratto per oltre sedici mesi. In questo lungo periodo, i rappresentanti dei lavoratori hanno più volte sollecitato interventi concreti per garantire livelli minimi di personale, ritenuti indispensabili sia per assicurare un servizio adeguato alla clientela sia per il raggiungimento degli obiettivi economici fissati dall’Istituto.

Negli ultimi tre anni, in Sardegna si è registrata una riduzione del 25% del personale: 27 dipendenti in meno su un totale attuale di 81. Una contrazione significativa che ha determinato un forte incremento dei carichi di lavoro, esponendo le lavoratrici e i lavoratori a condizioni operative sempre più complesse e a potenziali rischi di natura legale e disciplinare.

I tentativi di individuare una soluzione condivisa si sono conclusi negativamente con il rifiuto dell’Azienda di aderire al tentativo di conciliazione attivato presso ABI, chiudendo di fatto ogni spazio di confronto.

«Abbiamo chiesto un confronto serio per risolvere una situazione da tempo insostenibile, ma Banca Monte dei Paschi ha rifiutato anche il tentativo di conciliazione. A questo punto lo sciopero è inevitabile», dichiarano le RSA. «Da anni in Sardegna si registra una cronica insufficienza di organico, accompagnata da carichi di lavoro crescenti e da una pressione costante che rischia di compromettere anche la qualità del servizio»I rappresentanti sindacali aziendali evidenziano inoltre una criticità strutturale legata al ricambio generazionale: attualmente, tra i dipendenti si contano soltanto tre lavoratori under 35, mentre l’età media si aggira intorno ai 55 anni. «Servono nuove assunzioni – sottolineano le RSA– per garantire sostenibilità operativa e prospettive future all’Azienda».

La posizione della First CISL Sardegna è netta. «Abbiamo utilizzato tutti gli strumenti previsti, fino alla procedura di conciliazione. È stata la Banca a scegliere di non confrontarsi», afferma Ettore Erriquez, Segretario Generale. «Quando manca anche la disponibilità minima al dialogo, lo sciopero non è una scelta ideologica, ma una conseguenza. È una decisione che misura la gravità della situazione e la responsabilità che oggi ricade interamente sull’Azienda.
Chiediamo condizioni di lavoro sostenibili e rispetto per chi ogni giorno garantisce l’operatività della banca. Così non si può andare avanti».

Anche la Fisac CGIL Sardegna esprime forte critica verso un modello di banca che mortifica le professionalità. «Le dipendenti e i dipendenti di Banca Monte dei Paschi in Sardegna hanno rappresentato la prima linea in un decennio complesso, affrontando instabilità e incertezza con grande senso di responsabilità e professionalità, qualità che non hanno trovato adeguata risposta nelle scelte aziendali» sottolinea Marcello Simula, Segretario Generale.
«La situazione è paradossale: mentre i lavoratori continuano a garantire risultati, l’Azienda evita di affrontare le criticità dell’Isola, sacrificando il personale in nome dei numeri presentati al mercato. È necessario interrogarsi sul valore economico, etico e sociale di un modello che si fonda quasi esclusivamente sulla riduzione degli organici».

 

Pulsante per tornare all'inizio