Le recenti notizie sulle manovre societarie tra Intesa Sanpaolo, Banco BPM e Monte dei Paschi di Siena hanno monopolizzato l’attenzione dei media. I giornali si sono concentrati quasi esclusivamente su numeri, sinergie industriali, tagli dei costi e promesse di dividendi stellari per gli azionisti.
In questo mare di analisi finanziarie, c’è un grande assente: il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori.
Rifiutiamo con forza una narrazione che riduce il personale ad un elemento marginale o ad un semplice costo da tagliare. Le persone non sono una voce di bilancio subordinata agli equilibri finanziari. Il mantenimento del perimetro della banca è la via principale per garantire la tutela dei livelli occupazionali.
I progetti di riassetto e l’ipotesi di uno smembramento di MPS minacciano direttamente l’occupazione, la mobilità territoriale e la valorizzazione delle competenze. Per questo, la nostra azione metterà al centro le persone con richieste precise.
Chiediamo oggi più che mai all’azienda, che ci fornisca risposte concrete in merito al Rinnovo del Contratto integrativo Aziendale, definendo in tempi rapidissimi gli accordi su assunzioni, buono pasto, fondo pensione complementare, sistema premiante ed ogni altra questione che serva in questa fase per una maggior tutela, anche in prospettiva futura, delle lavoratrici e dei lavoratori del Monte dei Paschi.
I grandi processi di concentrazione bancaria non si decidono sopra la testa delle lavoratrici e dei lavoratori. I ringraziamenti e le pacche sulle spalle non sono su)icienti a garantirne la dignità. Chi muove la macchina del credito ogni giorno ha il diritto e il dovere di essere protagonista del cambiamento, portando al tavolo le proprie competenze e le proprie legittime istanze.
Rsa FISAC CGIL Mps Firenze