MPS RSA Veneto Est FVG: MPS e risiko bancario – non sulla testa dei lavoratori

A seguito delle recenti comunicazioni ufficiali relative alle operazioni societarie promosse da Intesa Sanpaolo e Banco BPM su Monte dei Paschi di Siena, gli organi di stampa hanno dedicato ampio spazio all’analisi degli aspetti finanziari e industriali delle diverse ipotesi in campo.

Nei numerosi approfondimenti pubblicati sono stati messi in evidenza i benefici attesi in termini di economie di scala, riduzione dei costi, incremento della redditività e prospettive di crescita degli utili e dei dividendi.

Molto poco, invece, è stato scritto sulle sorti delle lavoratrici e dei lavoratori. Dalla lettura degli articoli, emerge una rappresentazione nella quale il fattore lavoro appare quasi ininfluente, residuale, come se le dinamiche occupazionali e professionali potessero essere considerate secondarie rispetto agli equilibri finanziari delle operazioni in discussione. Si tratta di un’impostazione che respingiamo con forza.

Le ipotesi di riassetto societario e ancor più quelle di possibili “spezzatini”, comportano, infatti, rischi elevati e concreti per la tutela delle professionalità, per la mobilità – sia professionale che territoriale – e per la stessa tenuta occupazionale. Ignorare questi aspetti significa non comprendere la reale portata degli interventi in atto nel settore bancario.

È, quindi, indispensabile portare al centro della riflessione, tramite l’azione sindacale, le lavoratrici e i lavoratori. I mesi che ci separano dalla definizione e dalla chiusura dell’operazione, qualunque essa sia, devono essere utilizzati per costruire solide basi di tutela.

In questo senso, riteniamo prioritario accelerare e portare a rapida conclusione il negoziato per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale, chiudendo i tavoli aperti su temi fondamentali quali assunzioni, buoni pasto e previdenza complementare e arrivando fino alla definizione del premio aziendale e all’adeguamento degli inquadramenti in prospettiva futura.

È necessario, infatti, arrivare alle future fasi di armonizzazione contrattuale partendo da livelli più elevati di diritti, garanzie e tutele, evitando arretramenti che scarichino sui lavoratori i costi delle operazioni di aggregazione.

Allo stesso tempo, riteniamo imprescindibile un percorso di ascolto e coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché questo passaggio complesso non venga subito passivamente, ma possa essere condiviso e partecipato.

Il processo di concentrazione del settore bancario non può e non deve avvenire “sulla testa dei lavoratori”.

Le lavoratrici e i lavoratori devono poter svolgere un ruolo da protagonisti, portando il proprio contributo, le proprie competenze e le proprie istanze all’interno di un cambiamento che li riguarda direttamente.

7 luglio 2026

R.S.A. FISAC CGIL Veneto Est FVG

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