ABI: Esposito, il contratto guida il futuro delle banche

Il contratto nazionale al centro dello sviluppo del settore

Roma, 15 luglio – “Alla vigilia della presentazione della piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale dei bancari, abbiamo apprezzato le parole del presidente di Abi Patuelli sul dialogo e sul confronto con le organizzazioni sindacali. Siamo estremamente convinti, come ha sostenuto il presidente, che ‘le persone sono al centro del mondo bancario’ e, per questa via, che il contratto sia lo strumento unico e insostituibile per tutelare salari e diritti e per leggere il futuro. Il contratto dovrà accompagnare lo sviluppo del settore e riconoscere, sul fronte economico e normativo, il ruolo centrale delle lavoratrici e dei lavoratori”. Così la segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, in merito all’Assemblea Abi.

Intelligenza artificiale: occupazione e professionalità al centro

Sull’intelligenza artificiale, osserva la segretaria generale della Fisac Cgil, “insieme alle osservazioni di Patuelli e alle sfide che ci attendono, bisogna dare concretezza a questioni determinanti e che riguardano principalmente quantità e qualità dell’occupazione, insieme alle prospettive professionali delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Politica industriale, salari e tavolo permanente al Mef

Infine, sostiene Esposito, “l’idea che il mercato possa affrontare e risolvere da solo le complessità del momento, le debolezze strutturali e le sfide del futuro non ci convince. Pensiamo che le questioni che abbiamo davanti abbiano bisogno di un’azione politica orientata innanzitutto alla crescita dei redditi e dei salari e, per questa via, del risparmio e degli investimenti. Per questo registriamo con favore l’idea di istituire un tavolo permanente al Mef, sollecitazione colta dal ministro Giorgetti rispetto alle affermazioni del governatore Panetta, che riunisca investitori istituzionali, operatori del settore e, auspicabilmente, le parti sociali. Una proposta che peraltro avevamo lanciato anche in occasione di una audizione parlamentare, e che avrebbe una sua funzione solo se rivolta a un vero e proprio indirizzo di politica industriale e di sviluppo pacifico e sostenibile”, conclude.

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