Benvenuti alla Fortezza Bastiani MPS.
Qui il personale attende.
Attende il riconoscimento professionale.
Attende una reale valorizzazione delle competenze.
Attende che anni di esperienza, responsabilità e risultati trovino finalmente un riscontro concreto.
Perché il momento giusto arriverà. Prima o poi. E quando arriverà, ci dicono, saremo pronti.
NEL FRATTEMPO…
Ognuno rimanga nella propria Fortezza Bastiani.
Nella rassicurante calma dell’attesa.
Mentre gli utili crescono. Mentre il mercato applaude. Mentre si progettano acquisizioni, fusioni ed espansioni. Mentre si racconta il futuro radioso della Banca.
Un futuro che, però, quando si tratta di riconoscere il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori, sembra sempre rinviato.
L’Amministratore Delegato Lovaglio ringrazia spesso il personale per i risultati raggiunti.
E i risultati, in effetti, arrivano. I riconoscimenti, molto meno.
Da anni sentiamo ripetere le stesse parole:
“Quest’anno no. Vediamo il prossimo.”
“Ora c’è Mediobanca.”
“Aspettiamo l’evoluzione dello scenario.”
“Adesso c’è la passivity rule.”
E così passa un altro anno. Poi un altro. Poi un altro ancora.
Sempre pronti. Sempre fermi.
NELLA FORTEZZA, PERÒ, C’È ANCHE UN’ALTRA ATTESA
Quella è molto più concreta.
Aspettiamo che non ci cada il soffitto addosso.
Che una finestra non si stacchi.
Che il riscaldamento funzioni d’inverno.
Che l’impianto di condizionamento funzioni d’estate.
Che gli ambienti di lavoro siano finalmente all’altezza della professionalità di chi li vive ogni giorno.
Insomma, non pretendiamo la gloria. Ci basterebbe lavorare in condizioni decorose.
Senza freddo. Senza caldo.
Senza il timore che un pezzo di edificio decida di anticipare la nostra uscita, non solo dall’azienda.
E LÀ, ALL’ORIZZONTE?
Nessun nemico. Nessuna invasione.
Nessun evento straordinario che giustifichi realmente un’attesa infinita.
Ci sono soltanto lavoratrici e lavoratori che ogni giorno fanno funzionare la Banca.
Che mantengono i rapporti con la clientela. Che raggiungono gli obiettivi.
Che rendono possibili gli utili celebrati in ogni comunicato.
E proprio mentre si susseguono annunci, acquisizioni, fusioni e grandi progetti di crescita, colpisce un particolare: nei comunicati che raccontano il futuro della Banca si parla di sinergie, mercati, competitività, patrimonio, azionisti e sviluppo, ma mai di lavoratrici e lavoratori.
Per noi, invece, la questione è centrale.
Non facciamo il tifo per un’acquisizione, una fusione o un’aggregazione piuttosto che per un’altra. In ogni caso pare che si determinerà una concentrazione bancaria senza precedenti.
Ci interessa invece che qualunque progetto industriale sia accompagnato da garanzie chiare e verificabili per le persone.
Garanzie sulla mobilità territoriale.
Garanzie sulla tutela delle professionalità.
Garanzie sulla conservazione dei ruoli e delle competenze maturate.
Perché per quanto ci riguarda il valore di un’operazione industriale non può prescindere dalla considerazione e dal rispetto riservato alle lavoratrici e ai lavoratori.
Eppure, quando si tratta di riconoscere professionalità, competenze e responsabilità, la risposta resta sempre la stessa: aspettare.
MA ATTENZIONE: LA FORTEZZA NON È ETERNA
Dal 2022 il personale sente ripetere che non è mai il momento giusto.
E, francamente, stupisce che davanti a utili sempre più consistenti e risultati sempre migliori ci sia ancora chi continua a fare da spettatore a questo teatrino.
Perché la pazienza può essere una virtù.
L’attendismo no.
Chi produce quei risultati ha diritto a un riconoscimento concreto del proprio contributo.
Non domani. Non quando finirà l’ennesima operazione societaria.
Adesso.
SE LA BANCA CORRE, È GIUSTO CHE CORRA ANCHE IL RICONOSCIMENTO PER CHI CI LAVORA
Chiediamo luoghi di lavoro sicuri e decorosi.
Chiediamo percorsi di crescita trasparenti.
Chiediamo avanzamenti professionali reali.
Chiediamo valorizzazione delle competenze.
Chiediamo che una parte dei risultati straordinari ottenuti dalla Banca si traduca finalmente in riconoscimenti concreti per le persone che quei risultati li generano ogni giorno.
BASTA ASPETTARE IL DESERTO.
È TEMPO DI USCIRE DALLA FORTEZZA.
Torino, il 24 agosto 2026
R.S.A. FISAC CGIL MPS TORINO