Questionario di Coo… a chi giova tutto ciò?

By: Fred Facker – All Rights Reserved

Martedì 3 settembre tutti i colleghi del COO – Chief Operating Officer (Infmmation Tecnology – Small Center – Help Desk – Corporate real estate e facility management – Acquisti etc) hanno ricevuto un questionario spedito dalla propria Direzione, il cui obiettivo dovrebbe essere quello di raccogliere dati utili al miglioramento dell’attività lavorativa in azienda. Tali iniziative sono consentite dal nostro Contratto Nazionale. Ma in questo caso noi non ne condividiamo alcuni aspetti, primo tra tutti la mancanza, a nostro parere, della necessaria tutela al diritto all’anonimato, escludendo così una qualunque forma di controllo a distanza dei lavoratori. Ci riferiamo in particolare alla compilazione del primo foglio, che prevede l’indicazione di dati, come ad esempio anzianità, grado, età e titolo di studio: il cui semplice incrocio può portare facilmente a identificare la persona che ha compilato il questionario. Così come accade in altre banche, ci saremmo aspettati dall’Azienda una preventiva informazione alle Organizzazioni Sindacali. Oltre che un atto doveroso, avremmo potuto suggerire di evitare numerose domande, a nostro parere, imbarazzanti. E di garantire realmente l’anonimato. Se l’obiettivo è quello di capire qual’è il clima aziendale, tenuto conto che i colleghi hanno appena subito uno tsunami organizzativo, procedurale e professionale per la ristrutturazione della sede che ha seguito quella della rete, in qualità di OO.SS crediamo fermamente che non ci voglia un questionario con ben 30 domande per arrivare a capire che i colleghi sono già disorientati. Inoltre il tempo è prezioso: la mezz’ora necessaria alla compilazione del questionario è inevitabilmente sottratta ai ben 800 colleghi che devono interrompere la loro attività di servizio a supporto della rete. Che sempre più al collasso, ha bisogno tutti i giorni di risposte tempestive e precise. Aggiungiamo poi che tra pochi giorni gli stessi colleghi dovranno affrontare un intenso fine settimana lavorativo per la fusione con la Banca di Legnano. Non è chiaro infine se la compilazione sia obbligatoria o facoltativa: non è specificato. Si parla solo di una “preghiera alla compilazione”. E se presso le caselle “OPERATIONS – PROFESSIONISTI PER PASSIONE” arrivasse un numero ridotto di questionari compilati (interamente o solo in parte), il campione potrà essere ritenuto valido? E se al contrario rispondessero tutti, abbiamo le risorse interne per analizzare tutti i dati? O verrà utilizzata una società esterna? Quanto ci costerà, questa volta, la richiesta di ” sentiment” del clima aziendale del COO? Alla luce di tali riflessioni, considerate poi la non obbligatorietà, la poca chiarezza dell’obiettivo da raggiungere e la scarsa tempestività, che successo e che efficacia può avere una simile iniziativa?
Milano, 5 settembre 2013Milano, 5 settembre 2013 LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI BPM F ABI – FIBA/Cisl – FISAC/Cgil – SINFUB – UILCA

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