Antiriciclaggio: rientro dei capitali – terza parte

Nel giorno in cui la Svizzera compie un altro passo verso la “discovery” dei patrimoni esteri amministrati –con la firma della Convezione Ocse sull’assistenza amministrativa in materia fiscale- il ministro dell’Economia riapre al negoziato bilaterale con la sua omologa svizzera per la regolarizzazione dei fondi “non fiscalmente dichiarati” detenuti nella Confederazione da residenti italiani.
L’ipotesi di una bilaterale “si deciderà sul posto in base all’agenda” secondo il Governo svizzero. Il rilancio dell’accordo era stato più volte messo in corsia di accelerazione dalla Svizzera ma regolarmente frenato dall’Italia. Il tutto in attesa di un parere del Commissario Europeo alla Fiscalità che invece preme per un accordo quadro con la Ue stessa.
Accordo che inizia a prendere forma con la decisione del Consiglio federale di sottoscrivere la “Convenzione multilaterale dell’Ocse e del Consiglio d’Europa sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale”. Si tratta, in sostanza, dello scambio di dati per perseguire il denaro non fiscalmente dichiarato. Scambio sia di dati su richiesta –cioè relativo a nominativi determinati- sia di scambio spontaneo di informazioni e di scambio automatico. Quest’ultimo richiede un perfezionamento con un accordo bilaterale tra gli Stati, e potrebbe riguardare la potenziale intesa tra Italia e Svizzera.
E’ sul rientro dei capitali depositati in Svizzera (si stima tra i 120 e 180 miliardi di euro) si consuma l’ennesima frizione tra i due Paesi. In Italia (nel Documento allegato alla Legge di Stabilità si ipotizza un recupero una tantum tra i 30 ed i 40 miliardi di euro con sanatoria sul pregresso e 5/7 miliardi l’anno a regime con la tassazione dei fondi di italiani che resterebbero in Svizzera). Da Berna, però, si replica di non aver mai fatto cifre e di “non voler commentare queste”.
Va sottolineato che, anche se a livello tecnico un accordo potrebbe essere raggiunto prima della fine dell’anno, per diventare operativo deve essere ratificato dai Parlamenti nazionali. Quindi sarebbe azzardato ascrivere oggi eventuali entrate supplementari sul bilancio 2014 da questa partita.
Intanto la questione del rientro dei capitali nella forma della “Volontary disclosure” resta un tema molto caldo al di qua delle Alpi. L’Agenzia delle Entrate potrebbe rilasciare a breve il modello di procedura standard di regolarizzazione sulle “attività economiche e finanziarie illecitamente detenute all’estero da contribuenti nazionali”. Nelle more, comunque, vanno già registrati i primi rientri “importanti” –nell’ordine di qualche decina di milioni di euro- portati all’estero dall’Italia.
Oltre alla questione del “prezzo” della sanatoria che deve tener conto della complessità della normativa fiscale e anche della “liberatoria” penale soggetta all’accordo con le Procure, il tema resta il trattamento dell’eventuale reato di chi si autodenuncia.

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