Gruppo Ubi: nuovo servizio contact center, la corda troppo tesa prima o poi si spezza

In risposta alla nostra lettera del 25 ottobre 2013 l’azienda ci comunica in MODO PROVOCATORIO che la procedura è aperta fino al 13 dicembre 2013 e ci invita al confronto. Non ci siamo mai sottratti al confronto né lo avremmo fatto in questa occasione se non fossero state INTERROTTE LE RELAZIONI SINDACALI A CAUSA DEL COMPORTAMENTO RICATTATORIO DI ABI che ha disdetto il CCNL e impedito di fatto il rinnovo del fondo di settore. Nella nostra comunicazione facevamo presente che, in sede di trattativa, alle nostre richieste di chiarimento su turni e orari ci era stato RISPOSTO CHE NON CI SAREBBERO STATI PROBLEMI E TUTTO SAREBBE STATO GESTITO DI COMUNE ACCORDO. Tuttavia ad oggi nessuno sa:

  • Quali attenzioni saranno riservate ai colleghi che hanno disagi personali o particolari situazioni familiari.
  • Se si procederà sulla base della volontarietà dei colleghi.
  • Se è stato considerato il tele-lavoro come possibile alternativa.

Questi sono solo alcuni dei problemi senza risposta, mentre tra tutti i lavoratori del Gruppo si fa strada un sentimento di RABBIA E SFIDUCIA NEI CONFRONTI DELL’ AZIENDA che ai colleghi risponde: “ o ti va bene così o te ne vai!” Ci domandiamo: dove sono finiti tutti i buoni propositi illustrati sullo “stress da lavoro correlato”? Anche se è difficile in questo momento fare riferimento al buon senso ci sentiamo comunque di suggerire all’azienda di posticipare la partenza dei nuovi orari con l’obiettivo di TROVARE INSIEME LE MIGLIORI SOLUZIONI PER I COLLEGHI E PER LA CLIENTELA. Ribadiamo che l’interruzione delle relazioni sindacali non è un capriccio dei sindacati ma un atto dovuto difronte alla prevaricazione di ABI e che LE RAGIONI DEL MALCONTENTO AUMENTANO se l’azienda si ostina a procedere da sola e ci vedranno conseguentemente impegnati con maggior forza e con tutti i mezzi a far valere le legittime ragioni dei colleghi.

scarica comunicato

Back to top button